Positivo il mercato suinicolo internazionale

Secondo gli ultimi dati forniti da Rabobank (Rabobank Global Pork Quarterly Q2) il mercato suinicolo globale risulta relativamente stabile, con un aumento dell’offerta da parte delle Americhe facilmente assorbito nei principali mercati d’importazione dell’Asia; questa situazione ha portato a un aumento costante del Rabobank Five-Nation Hog Price Index.

In pratica la continua e crescente domanda da parte dei paesi asiatici sta sostenendo i prezzi del maiale in tutto il mondo. “In questo momento la prospettiva complessiva è positiva” ha spiegato Justin Sherrard, Global Protein Animal Protector di Rabobank “La domanda continuerà a spingere per tutto il secondo trimestre, sostenendo margini lungo tutta la catena di approvvigionamento“.

In Cina il ripristino costante e la regolamentazione della produzione suinicola favorirà un buon livello dei prezzi e, nei prossimi mesi, stabilizzerà le importazioni. Nel terzo trimestre l’approvvigionamento locale inizierà a riprendersi e gli investimenti effettuati negli ultimi anni raggiungeranno la loro redditività.

Il mercato europeo dei suini è in piena espansione, con un rapido aumento dei prezzi a causa della pressione da parte dell’offerta. Questa situazione proseguirà fino all’estate. Le esportazioni, sempre molto attive, definiranno il prezzo di mercato.

Per gli Stati Uniti, nel 2017, si prevede un aumento del 4% della produzione di maiale. Con il consumo ormai a livelli record, le esportazioni determineranno il livello finale dei prezzi. Gli attuali prezzi bassi sono favorevoli internazionalmente e rappresentano una sfida anche per il blocco dei paesi dell’Unione europea, principale esportatore mondiale.

Il Brasile sta costantemente aumentando la propria posizione nei mercati d’esportazione, registrando volumi crescenti nei confronti di tutte le principali destinazioni, in particolare la Cina. Il recente scandalo della carne ha avuto un lieve impatto sui volumi e sui relativi prezzi.

Negli ultimi dieci anni, i sistemi di produzione dei suini si sono diversificati in molti paesi, con un focus sulle materie prime destinate ad una produzione più specializzata” continua Justin Sherrard.

La relazione fornisce un’analisi dello sviluppo del settore suinicolo e delle sue implicazioni per la catena di approvvigionamento. Per molti anni l’industria suinicola internazionale ha applicato una strategia molto semplice: produrre il più possibile e venderlo al più alto prezzo possibile a livello mondiale. La produttività, il volume e il prezzo di un prodotto sempre più “magro” erano le variabili chiave. Ciò ha determinato un prodotto intercambiabile e una crescente concorrenza.

Tuttavia, questo metodo di produzione è mutato, in risposta soprattutto ad alcune preoccupazioni dei consumatori riguardo il benessere degli animali, la salute umana e l’ambiente. Inoltre, alcuni allevatori non erano soddisfatti di raggiungere obiettivi legati solamente al volume. Infine, gli scandali sulla sicurezza alimentare hanno aumentato, a livello di consumatori al dettaglio e di settore Ho.Re.Ca., la domanda di prodotti attentamente tracciati. Questa visione non ha preso piede solo nei paesi sviluppati ma, a causa soprattutto dei social media, anche nelle città dei paesi in via di sviluppo.

Queste richieste hanno determinato lo sviluppo di nuovi sistemi di produzione o concept. I concept si differenziano dai sistemi di produzione tradizionali perché applicano requisiti specifici in materia di salute animale, salute umana, alimentazione sana, sicurezza alimentare, uso di medicinali, ecc.,; spesso questo tipo di produzione è destinata a uno specifico fornitore al dettaglio. I principali promotori di questi nuovi sistemi produttivi sono gli allevatori che cercano una maggiore redditività, i macellatori che tutelano i canali di vendita o i rivenditori che creano catene di approvvigionamento dedicate e tracciate al 100% magari destinate a nicchie specifiche.

Fonte Rabobank