Pollo e uova: città contro campagna

Pochi giorni fa, si sono incontrati a Valencia, in Spagna, i leader di 100 città coinvolte nel Milan Urban Food Policy Pact: l’idea alla base di questo accordo è portare cibo fresco al consumatore cittadino, in particolare per combattere l’obesità dilagante, i rifiuti alimentari e i cosiddetti “deserti alimentari“, vale a dire quartieri o aree con scarso accesso al cibo sano.

Joe Mihevc, della città di Toronto, si è lamentato della “disconnessionetra popolazione urbana e popolazione di campagna, in particolare sulle diverse posizioni in fatto di alimentazione.

Secondo Benjamin Ruiz, editore di Industria Avicola, è molto interessante il termine “disconnessione” utilizzato da Mihevc: si parla di disconnessione quando le persone sono assolutamente convinte di voler difendere le uova provenienti da galline allevate fuori gabbia, o l’allevamento di polli senza antibiotici (o peggio quello senza ormoni, cosa che già avviene da moltissimi anni), sebbene non abbiano mai visto una gallina allevata con metodo intensivo, o non siano mai state in un allevamento commerciale.

La popolazione urbana non può immaginare quanta scienza si nasconda dietro la produzione avicola, gli anni di ricerca che sono stati necessari, né l’interesse che ha tutto il settore a produrre alimenti sani, sicuri e accessibili. Non vi è conoscenza dell’industria del pollame e spesso le persone non sono interessate al suo punto di vista.

Molti consumatori mangiano cibi ultra-elaborati, ma non mangiano un uovo o un pollo, così come è. Secondo Ruiz è probabile che vi sia una vera e propria “disconnessione” tra la città e la campagna. Ma l’industria avicola non può permettere che tutto ciò sia alla base di una disinformazione generalizzata.

Fonte WattAgNet