Pollame: un’opzione amica dell’ambiente per le nazioni in via di sviluppo

Utilizzando meno risorse naturali ed emettendo meno gas serra rispetto all’allevamento di altri animali, i polli rappresentano una opzione ecologica per i piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo, così come per le imprese agro-alimentari occidentali.

Dall’Africa arriva una storia di successo sviluppata all’interno del Progetto per la produttività agroalimentare del Kenia (KAPAP), che favorisce e sostiene l’accesso a nuove tecnologie e mercati da parte di persone che vivono nelle zone rurali, e promuove approcci climate-smart per l’agricoltura. Il KAPAP è un’iniziativa del governo del Kenya, ed è sostenuto dalla Banca Mondiale.

Il 75% dei kenioti sono allevatori, e Mercy Wairimu è una di loro. “Sono stata in questo business per 10 anni” ha raccontato “di solito utilizzavo pochi piccoli polli indigeni, ma grazie al KAPAP è stato possibile ampliare la mia attività. Ora ho 1.000 uccelli”.

Con un maggior numero di animali e un’approccio più efficiente, questa donna è stata in grado di pagare per la scuola dei suoi tre bambini.
Mercy è uno dei membri della cooperativa locale di agricoltori in partnership con KAPAP: grazie al progetto i contadini hanno partecipato a corsi di formazione sulla produzione sostenibile del pollame e sui vaccini, e hanno avuto accesso a un gran numero di capi di polli “Kroiller”. Questa razza di polli è più produttiva rispetto alle razze autoctone in termini di uova e carne, e riesce a prosperare piuttosto bene alle condizioni climatiche del Kenya. Gli escrementi sono utilizzati come fertilizzante per le colture.

La cooperativa ha anche aiutato i produttori a ottenere l’accesso ai mercati più grandi; Mercy ora vende le sue uova nei supermercati locali, non solo ai vicini di casa.

Sostenere gli agricoltori in modo che possano guadagnare un buon reddito e contribuire a costruire un sistema alimentare sostenibile è fondamentale per guidare la crescita economica e aumentare la prosperità del Kenya“, ha detto Dina Umali-Deininger, Practice Manager per l’Africa della Banca mondiale.

Fonte WattAgNet