Più domanda e produzione limitata supportano i prezzi mondiali della carne

In base ai dati del Food Price Index di settembre, elaborato dalla FAO, i prezzi più bassi dei principali cereali sono stati più che compensati da un aumento dei prezzi dello zucchero e dei prodotti lattiero-caseari. A settembre, infatti, l’Indice dei prezzi alimentari della FAO ha raggiunto i 170,9 punti, in crescita del 2,9% rispetto ad agosto e del 10% rispetto allo stesso mese 2015.

L’aumento è stato guidato da un rimbalzo mensile del 10% dell’indice Fao dei prodotti lattiero-caseari, a causa soprattutto di un aumento considerevole dei prezzi del burro di cui hanno beneficiato i produttori della Ue, che ha invece registrato una produzione in calo.

E se i prezzi di zucchero e olio palma prezzi sono aumentati, l’indice relativo alla carne è rimasto invariato da agosto, mentre quello dei prezzi dei cereali è diminuito dell’1,9% rispetto al mese precedente e dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2015.

In base alle previsioni della FAO i prezzi dei cereali continuano a scendere a causa del buono raccolto e delle buone riserse. Sulla Borsa di Chicago, da inizio dell’anno, le quotazioni sono scese del 16%. Anche se la domanda è destinata a crescere velocemente, gli stessi i germogli di soia e altri semi oleosi potrebbero raggiungere una produzione particolarmente elevata, soprattutto grazie agli alti rendimenti degli Stati Uniti.

Sempre secondo la FAO nel prossimo anno i mercati alimentari globali dovrebbero rimanere “generalmente ben bilanciati”. Dopo un lungo periodo di eccesso di offerta, i mercati lattiero-caseari dovrebbero tornare in equilibrio nel corso dell’anno. Per il 2016 la produzione di carne rimarrà stabile, ma deve fronteggiare un aumento della domanda internazionale di carni suine e avicole, in particolare dai mercati dell’Asia orientale. Questo darà un forte sostegno ai prezzi.

Fonte The Pig Site