Peste suina classica: un aggiornamento delle conoscenze

La peste suina classica (CSF) rimane una delle malattie virali transnazionali di maggiore importanza nei suini di tutto il mondo. L’agente causale è il virus CSF, piccolo RNA virus con envelope del genere Pestivirus.

Sulla base del sequenziamento parziale, possono essere distinti tre genotipi che non sono tuttavia direttamente correlati alla virulenza. In relazione sia a fattori virali che all’ospite, si possono osservare una varietà di sindromi cliniche e per questo motivo è fondamentale la conferma di laboratorio e per questo possono essere utilizzati metodi diretti e indiretti.

Le diverse infezioni possono colpire sia i suini domestici, sia i cinghiali e spesso questi ultimi fungono da ospiti serbatoio che periodicamente trasmettono il virus ai suini da allevamento.

Le strategie di controllo dei focolai epidemici nei paesi liberi dall’infezione sono principalmente basate su misure di intervento classiche, quali la quarantena e l’abbattimento delle mandrie affette. In tali paesi, la vaccinazione è considerata soltanto un’opzione di emergenza. Tuttavia, vaccini vivi vengono utilizzati per il controllo della malattia in aree con infezione endemica in Asia, Europa orientale, America e alcuni paesi africani.

Un articolo pubblicato su MDPI fornisce una revisione concisa e aggiornata delle proprietà del virus, segni clinici, patologia, epidemiologia, patogenesi, risposta immunitaria, diagnosi e opportunità vaccinali.

Fonte Vetjournal.it