Personale e visitatori mettono a rischio la biosicurezza degli allevamenti

Una migliore educazione degli allevatori di broiler e del loro personale contribuirebbe a migliorare la biosicurezza complessiva degli allevamenti di broiler in Europa.

E’ la conclusione cui è giunta una ricerca dal titolo “La valutazione della biosicurezza nella produzione europea dei broiler convenzionali“, pubblicata su Poultry Science, che ha utilizzato un sistema di punteggio ponderato basato sui rischi per valutare il livello di biosicurezza su 399 allevamenti convenzionali di broiler presenti in 5 Stati membri dell’UE. Il sistema di punteggio prevedeva 2 categorie principali: biosicurezza esterna e biosicurezza interna che avevano rispettivamente 8 e 3 sottocategorie.

La biosicurezza è stata quantificata convertendo, in un punteggio da 0 a 100, le risposte a 97 domande. Il punteggio minimo, zero, rappresenta la totale assenza di misure di biosicurezza in azienda.

Di norma la biosicurezza interna era superiore a quella esterna (rispettivamente 76,6 e 68,4); si è registrata una variazione tra i punteggi medi della biosicurezza tra i diversi Stati membri, con un range tra 59,8 a 78 per la biosicurezza esterna e da 63,0 a 85,6 per quella interna; le infrastrutture e le vetture hanno registrato il punteggio più alto nella categoria biosicurezza esterna (82,4), mentre i visitatori e il personale hanno ottenuto solo 51,5 nella categoria biosicurezza interna; la gestione delle malattie è stato il fattore con il punteggio più alto nella categoria di biosicurezza interna (65,8).

Nel modello utilizzato i ricercatori hanno individuato, in merito alle aziende partecipanti, numerose varianti relative alla biosicurezza interna e a quella esterna, implicando la possibilità di ulteriori miglioramenti.

Fonte Poultry World