Perché gli additivi per mangimi funzionano meglio nei broiler?

Molti additivi per mangimi utilizzati per gli avicoli sono efficaci anche per i suini, dato che entrambe le specie sono considerate monogastriche, o non ruminanti. Per esempio la fitasi, funziona sia per il pollame che per i suini. Tuttavia, si pensa che altri additivi funzionino meglio per il pollame, e in particolare per i broiler. Cosa c’è di vero in questa affermazione? Come sempre, la verità è nel mezzo.

In primo luogo, bisogna tenere presente che il tratto gastrointestinale del pollame non è esattamente uguale a quello del maiale. Sebbene si somiglino molto, vi sono molte differenze. Per esempio un mangime molto sottile migliora l’efficienza digestiva dei suini, ma fa il contrario con i broiler. Sarebbe quindi logico pensare che alcuni additivi siano più adatti ai broiler. Un additivo di questo tipo potrebbe essere l’acido butirrico che si ritiene essere molto efficace per il pollame, mentre per i suini non è migliore degli acidi organici. Più si approfondiscono le differenze tra le due specie, in termini di processi e sistemi digestivi, più si notano differenze.

In secondo luogo, vale la pena ricordare che il processo di crescita nei broiler dura circa 35 giorni. Sui suinetti, invece, gli esperimenti sui mangimi vengono fatti tra i 14 e i 49 giorni di età, un periodo in cui gli animali sono piuttosto instabili, mentre i broiler hanno già raggiunto una certa “maturità”.  Per essere considerato valido un test di crescita sui suini da allevamento richiede infatti diversi mesi, mentre per le scrofe si richiedono almeno un paio di anni. Inoltre, date le differenze nella dimensione e nella massa corporea, per i broiler sono necessarie più repliche di trattamento rispetto ai suini.

Tutti questi aspetti rendono gli studi sui broiler estremamente più rapidi, efficienti e relativamente meno costosi rispetto a quelli effettuati sui maiali. Quindi, sul pollame esistono più dati rispetto ai suini. Non sorprende dunque che molti additivi siano prima testati e commercializzati per il pollame e solo successivamente per i suini.

Considerando quindi le differenze del tratto digestivo e i maggiori dati generati per il pollame è facile pensare che alcuni additivi siano più efficaci per i broiler.

Fonte WattAgNet