Per il settore avicolo europeo le prospettive a breve termine rimangono positive

Nel primo trimestre del 2018 nell’Unione europea la produzione di pollame è aumentata di quasi il 4% grazie anche al un minor numero di focolai di influenza aviaria e alle nuove unità avicole. La Polonia ha registrato il più forte aumento della produzione, con un balzo dell’8% su base annua, ma sono positivi anche i dati di Germania (+ 7%), Paesi Bassi (+ 6%), Francia (+ 5%) e Regno Unito (+ 3%). I dati sono stati forniti dalla Commissione europea.

L’aumento della produzione tuttavia dovrebbe rallentare nella seconda metà dell’anno, portando la crescita annuale a 1,5%, mentre per il 2019 è prevista una sostanziale stabilità.

La Commissione inoltre si aspetta che le esportazioni crescano moderatamente, crescita che si aggiunge alla ripresa registrata già nella seconda metà dello scorso anno.  Tra gennaio e aprile l’aumento sarà dell’8% su base annua, soprattutto grazie alle maggiori esportazioni nelle Filippine, paese in cui le spedizioni erano diminuite a causa dei focolai di influenza aviaria europei. In questi quattro mesi, il Ghana è diventato il principale partner dell’UE con una quota pari al 10%: seguono Ucraina e Filippine. Per l’intero anno, i volumi dovrebbero crescere del 2,5%, mentre la crescita dovrebbe rallentare nel 2019.

Le questioni che hanno interessato il settore zootecnico del Brasile, portando al ritiro da parte dell’UE delle autorizzazioni ad esportare nei confronti di 20 stabilimenti brasiliani, hanno avuto un effetto profondo: nei primi 4 mesi dell’anno le importazioni di carne avicola dal paese sudamericano sono diminuite del 45%, riducendo la sua quota dal 50% al 33%. Per colmare questo divario sono ovviamente aumentate le quote provenienti da altri paesi, in particolare da Ucraina e Cile. Ma nel complesso le importazioni totali dell’UE sono diminuite del 9%. La Commissione prevede che per il 2018 le importazioni di pollame dell’UE resteranno al livello dello scorso anno mentre aumenteranno significativamente, circa il 7%, nel 2019, supponendo la riattivazione dei commerci con il Brasile.

Grazie soprattutto al buon andamento delle esportazioni, nell’Unione europea i prezzi dei broiler hanno visto una tendenza al rialzo, superando il livello dei 2 anni precedenti e raggiungendo i 189euro per 100 chili a fine maggio. Si prevede inoltre che, dopo la stagnazione nel 2017 a causa di forniture limitate, nell’Unione europea il consumo pro-capite aumenterà leggermente, ma in modo costante, raggiungendo i 24,1 kg nel 2018 e i 24,3 kg nel 2019.

Fonte Poultry World