Passare dalla difesa all’attacco

I concetti di attacco e difesa sono comunemente usati nello sport. Eppure stanno anche diventando sempre più importanti in agricoltura, e in particolare nella moderna produzione suinicola. Al giorno d’oggi, i produttori di suini si trovano regolarmente in una posizione difensiva, ma potrebbero trasformare l’industria passando all’attacco?

Fino ad ora i produttori hanno dovuto lottare per proteggere la possibilità di produrre in modo sostenibile e proficuo, e alimentare una popolazione mondiale in crescita. Eppure devono sempre fronteggiare nuove sfide e una posizione difensiva potrebbe comportare una notevole “perdita di yard come si dice nel football americano.

Negli USA le autorità emanano regole per proteggere la società in generale e l’ambiente. I consumatori stanno cercando cibo completamente tracciabile, proteine animali prodotte senza l’uso di antibiotici o provenienti da allevamenti biologici. Chi abita vicino ad un allevamento si lamenta per la puzza di letame. L’onere a carico dei produttori di suini che cercano di mantenere gli attuali livelli produttivi e di reddito, è sempre crescente. Malgrado ciò attraverso una tattica difensiva, volta a migliorare l’efficienza, aumentare gli standard di benessere e ridurre gli sprechi, la maggior parte di loro sono stati in grado di mantenersi a galla.

Le strategie applicate hanno spesso sfruttato i progressi fatti nel campo della nutrizione e nel corso di una recente presentazione tenutasi alla Western Nutrition Conference di Saskatoon, in Canada, c’è stata l’opportunità di riflettere sul ruolo cruciale che alcuni additivi, come gli enzimi, continuano a giocare nel settore suinicolo.

Per esempio le fitasi da oltre 20 anni hanno contribuito a diminuire i costi dell’alimentazione e la quantità di fosfato (P) nel letame. Molti nutrizionisti applicano anche una matrice di aminoacidi, ottenendo risparmi aggiuntivi e una maggiore efficienza dell’alimentazione.
Ma a volte i migliori guadagni sono stati fatti trasformando la difesa in attacco.

Attraverso il superdosaggio un fitasi appropriato può anche permettere un uso più prudente dell’ossido di zinco, la creazione di un migliore equilibrio tra i tassi di inclusione farmacologici e la possibilità di mitigare le preoccupazioni ambientali. L’Efsa ha proposto riduzioni dei minerali aggiuntivi, ma è un’occasione da prendere al volo e farsi trovare pronti quando verranno applicate le nuove regole.
Un approccio simile può essere adottato con le matrici di aminoacidi, formulando diete meno ricche di proteine grezze e, sempre attraverso il superdosaggio, mantenere inalterate le prestazioni dei suini, ma permettendo al letame di contenere meno ammoniaca e altri gas odorosi. Minori costi per l’alimentazione e un ridotto impatto ambientale sono già due importanti vantaggi: ma dal punto di vista sociale diventa anche importante potersi confrontare con chi vive vicino agli allevamenti e dire che si stanno già attuando le misure necessarie per ridurre al minimo eventuali disagi.

Oggi, molte industrie utilizzano valutazioni il Life Cycle Assessment per valutare l’impatto ambientale. Ma questo approccio rappresenta anche l’occasione per promuovere i progressi fatti in termini di efficienza, sostenibilità e benessere di un pubblico più ampio, siano questi i consumatori o i vicini di casa.

Fonte Pig Progress