Il punto di Ismea sul mercato avicunicolo

Nell’ultima settimana di maggio (23-29) i consumi di pollo sono risultati in rallentamento a causa probabilmente dell’effetto “ultima settimana del mese”, anche se il fenomeno si è verificato “a macchia di leopardo”. L’offerta è risultata contenuta, con scambi ridotti sia in volume che in peso medio vivo al carico. Di conseguenza le quotazioni del vivo e del macellato sono rimaste invariate. Si segnala tuttavia un andamento vacillante di cosciotti e ali che incidono non poco nella formulazione del prezzo. In ogni caso l’avvio del nuovo mese dovrebbe portare qualche consumo in più, specificamente per i polli leggeri che entrano nella loro stagione di maggior consumo. Come tipologia di colore meglio il giallo del bianco.
Il punto di Ismea sul mercato avicunicolo Entrambe le tipologie di galline stanno lentamente rientrando dalla situazione di eccesso di offerta delle settimane scorse; la domanda domestica è stata favorevolmente influenzata dalle negative condizioni atmosferiche (anche se permane il blocco del congelato destinato all’esportazione).
Pertanto, seppur con prospettive di fondo negative a causa della stagione, i mercati e le quotazioni di questi articoli stanno ulteriormente migliorando (per le rosse giova anche il miglior andamento delle uova che spinge gli allevatori a conservare il fattore produttivo e quindi a rallentare l’immissione sul mercato).

La segnalazione di forte eccesso di domanda descritta per le faraone nelle settimane precedenti sta lentamente perdendo intensità; grazie alla corretta programmazione degli accasamenti il mercato è risultato in equilibrio e le quotazioni su vivo e macellato sono rimaste invariate.

Leggero miglioramento dell’andamento dei consumi del tacchino favorito da importazioni a prezzi meno penalizzanti e da un miglior andamento del pollo che – con gli aumenti dei costi del petto – ha sostenuto anche le quotazioni della fesa. Il mercato del tacchino è risultato sostanzialmente in equilibrio con quotazioni stabili.

Permane la situazione di eccesso di offerta per i conigli, determinata soprattutto dal rallentamento dei consumi che ha condizionato negativamente le quotazioni del macellato e di riflesso quelle del vivo. Tuttavia, le quotazioni dopo aver raggiunto livelli minimi nel corso delle ultime settimane, visti i maggiori consumi favoriti dall’andamento climatico, hanno iniziato a salire, pur rimanendo vicini ai costi di produzione. La stagione, a parte qualche anomalia climatica che ha interessato le ultime due settimane, non è favorevole dal punto di vista dei consumi; per il futuro il mercato deve tenere conto dell’imminente sopraggiungere del caldo che, di norma, fa calare consumi e prezzi.

Il mercato delle uova, complice forse anche un po’ il clima, ha registrato un andamento più sostenuto, a cominciare dalle pezzature maggiori, anche rispetto alla precedente settimana (già risultata buona). Si evidenzia la riduzione dei volumi produttivi cui può essere imputata una situazione più equilibrata dell’offerta.