Panoramica sul settore avicolo africano

Lo scorso ottobre in Egitto sono stati riportati due casi umani di influenza aviaria A (H5N1); le vittime, erano state precedentemente esposte a pollame acquistato presso un mercato. Secondo gli esperti l’influenza aviaria A è “enzootica” nel pollame egiziano.
Nel frattempo il Ministero dell’Agricoltura del paese ha autorizzato 13 macelli russi ad elaborare prodotti avicoli destinati a Il Cairo. Si tratta del primo passo del genere da parte dell’Egitto che sta apparentemente cercando di aumentare i legami commerciali con la Russia, la quale, da parte sua, ha eliminato il divieto alle importazioni provenienti dal paese africano.

Nel frattempo, i produttori avicoli del Ghana sperano che i prezzi delle uova si abbassino. Secondo il professor Agyeman Badu Akosa, ex direttore generale del Servizio Sanitario del Ghana, dettaglianti e grossisti di uova stanno speculando a scapito degli allevatori. La possibile riduzione delle uova influenzerà comunque rivenditori e grossisti, dato che il Ghana sta fissando opzioni per i prezzi al dettaglio e all’ingrosso delle uova. “Non riesco a capire come un allevatore possa produrre un uovo a un certo prezzo, e permettere a qualcuno lo venda a un prezzo ritenuto troppo alto dai consumatori”.  Akosa ha aggiunto che non è normale che l’industria del pollame del Ghana “consenta ad intermediari e rivenditori di fissare il prezzo delle uova” sul mercato “in quanto il costo di produzione di un uovo“, non è corrispondente ai prezzi al dettaglio che vengono praticati nel paese. I dati mostrano che in Ghana il consumo pro capite è pari a 12-20 uova, un livello per il professor Akos piuttosto basso. Il basso consumo di prodotti avicoli locali e gli alti costi di produzione sono le sfide che l’industria avicola del Ghana deve quindi affrontare.

Il settore avicolo locale è anche minacciato dall’importazione di prodotti di pollo congelati, che stanno abbassando la produzione avicola locale. Il Presidente della Poultry Farmers Association del Ghana, Victor Oppong Adjei, ha detto che le importazioni stanno coprendo circa il 95% del mercato avicolo del paese.

Dall’altra parte del confine, in Nigeria, alcuni prodotti avicoli surgelati sono stati sequestrati dopo che il governo ha intercettato camion che li trasportavano e la polizia locale ha fatto irruzione in numerosi magazzini della città di Lagos. In tutto sono stati sequestrati 2.026 cartoni di prodotti avicoli congelati provenienti dall’estero.
Secondo Bello Hassan, un funzionario del Dipartimento doganale della Nigeria, i prodotti avicoli, insieme al riso, sono gli alimenti che più di ogni altro vengono importati illegalmente nel paese: numerosi prodotti avicoli importati illegalmente erano già stati precedentemente intercettati e distrutti.

Il tutto dopo che la South African Poultry Association (SAPA) e l’Organizzazione dei produttori di carne di maiale della Nigeria avevano cercato, attraverso ordinanze del tribunale, di bloccare le importazioni dei prodotti provenienti dagli Stati Uniti. Secondo i produttori di pollo locali i consumatori sudafricani sono maggiormente esposti ai batteri della salmonella attraverso il pollame proveniente dagli Stati Uniti.
E nel frattempo è ancora aperta la questione tra Sudafrica e USA per quanto riguarda gli scambi commerciali di pollame. In base agli accordi gli USA dovrebbero poter esportare una quota di prodotti avicoli di circa 65.000 tonnellate all’anno.

Nei prossimi anni, in Africa la domanda di carne di pollo, carne relativamente più conveniente rispetto alle quelle bovine, è destinata ad aumentare soprattutto grazie alla crescita della popolazione. Kevin Lovell, amministratore delegato delle rappresentanze dei produttori di pollo del Sud Africa, ha detto che “il pollo è la prima scelta di carne per la maggior parte degli africani“.

Fonte The Poultry Site