OIE: passi in avanti nella lotta contro la resistenza antimicrobica

In occasione dell’86° Sessione generale dell’OIE recentemente svolta a Parigi, i 181 Paesi membri dell’Organizzazione per la salute animale hanno discusso diverse revisioni degli standard e delle linee guida internazionali introducendo una maggiore supervisione veterinaria sull’uso di antimicrobici negli animali.

In oltre 10 anni di attività l’OIE e i suoi 181 Paesi membri hanno costruito un insieme completo di norme e linee guida internazionali, fornendo un quadro di riferimento per l’uso responsabile e prudente dei prodotti antimicrobici negli animali e per la sorveglianza e il monitoraggio della resistenza antimicrobica. Attualmente la somministrazione degli antibiotici è sottoposta a norative diverse in base all’area geografica di riferimento. Per esempio, a differenza di altri 60 paesi membri dell’OIE, in Europa gli antibiotici promotori della crescita sono vietati dal 2006.

La discussione tenuta nel corso della Sessione generale ha portato a tre importanti aggiornamenti e adattamenti di questi standard.

In particolare, per combattere il previsto aumento della resistenza antimicrobica, è considerata una priorità dalla comunità internazionale, in particolare FAO, OIE, WHO, che l’uso di antimicrobici da parte dell’uomo e negli animali, avvenga solo sotto la supervisione di medici e veterinari adeguatamente addestrati.

Adottando una nuova serie di definizioni che aiutano a fornire un quadro chiaro per la raccolta di dati sull’uso degli antimicrobici, i Paesi membri dell’OIE hanno fatto un ulteriore e significativo passo in avanti verso il rafforzamento della supervisione veterinaria. Queste definizioni differenziano l’uso medico veterinario e l’uso medico non veterinario degli antibiotici. Secondo la nuova versione degli standard internazionali OIE appena adottati, (capitolo Articolo 6.8.1.-bis del Codice Terrestre, presto disponibile su www.oie.int/amrstandards), per uso medico veterinario si intende la somministrazione di un agente antimicrobico a un singolo o a un gruppo di animali per trattare, controllare o prevenire le malattie infettive.

Sono inoltre stati chiaramente definiti I termini “trattare”, “controllare” e “prevenire”: “trattare” significa somministrare un agente antimicrobico a un singolo o a un gruppo di animali che mostrano segni clinici di una malattia infettiva; con “controllare” si definisce la somministrazione di un agente antimicrobico a un gruppo di animali contenente animali malati e animali sani (presumibilmente infetti), per minimizzare o risolvere i segni clinici e prevenire un’ulteriore diffusione della malattia; “prevenire” significa somministrare un agente antimicrobico a un singolo o a un gruppo di animali che rischia di contrarre un’infezione specifica o si trova in una specifica situazione in cui è probabile che si verifichi una malattia infettiva se il farmaco non venisse somministrato.

Di contro per uso medico non veterinario si intende la somministrazione agli animali di agenti antimicrobici per scopi diversi dal trattare, controllare o prevenire malattie infettive; include la promozione della crescita, definita come la somministrazione di agenti antimicrobici agli animali solo per aumentare il tasso di aumento di peso o l’efficienza di utilizzo dei mangimi.

Insieme agli standard internazionali OIE già esistenti sull’uso responsabile e prudente degli agenti antimicrobici negli animali (vedi www.oie.int/amrstandards), questi nuovi testi adottati costituiranno un potente punto di forza per i servizi veterinari nazionali a sostegno dell’adeguamento della legislazione nazionale, e per il rafforzamento della vigilanza veterinaria sull’uso di antimicrobici negli animali. I veterinari, formati e controllati dagli organi veterinari statutari, svolgono un ruolo essenziale nella lotta contro resistenza agli antimicrobici.

Un altro argomento considerato prioritario da FAO, OIE e WHO è la graduale eliminazione dalla zootecnia degli antimicrobici promotori della crescita considerati preziosi per la salute umana. Nel 2017, 60 Paesi membri dell’OIE segnalavano ancora l’uso di questo tipo di farmaci, sia a causa di prescrizione diretta sia perché i paesi in questione non avevano un quadro normativo specifico.

Attraverso l’adozione di un elenco aggiornato di agenti antimicrobici di importanza veterinaria, le linee guida dell’OIE confermano che l’uso responsabile e prudente degli agenti antimicrobici non ne prevede l’uso per la promozione della crescita in assenza di analisi del rischio. Anche le classi di agenti antimicrobici inclusi nella categoria di antimicrobici di massima importanza per la medicina umana della WHO sono considerate priorità principali per i paesi che stanno procedendo all’eliminazione dei promotori della crescita. Infine, l’elenco OIE afferma che dovrebbe essere urgentemente proibito l’uso di sostanze come fluorochinoloni, colistina e cefalosporine di terza e quarta generazione.

Infine, sono state adottate le revisioni delle norme internazionali dell’OIE sull’armonizzazione dei programmi nazionali di sorveglianza e monitoraggio della resistenza antimicrobica. Riconoscendo che la sorveglianza della resistenza antimicrobica rappresenta una sfida tecnica significativa, le revisioni adottate forniscono una guida scientifica dettagliata per i sistemi nazionali di sorveglianza.

Nonostante i progressi compiuti in tutti i settori nella lotta contro la resistenza antimicrobica, in particolare dopo l’adozione nel 2015 del Piano d’azione globale sulla resistenza antimicrobica e la sua adozione attraverso oltre 100 piani d’azione nazionali in tutto il mondo, ci sono ancora molte sfide da affrontare.

La revisione degli standard internazionali dell’OIE è un segnale positivo dell’importanza attribuita dalla comunità internazionale per la salute degli animali a questo problema e della leadership dell’OIE e dei suoi membri in questo numero per il veterinario settore e della collaborazione continua che l’OIE ha avviato con la FAO e la WHO nell’ambito della Collaborazione Tripartita.

Fonte Oie