Nutriad risponde alle preoccupazione del settore avicolo statunitense

Gli Stati Uniti hanno lasciato alle spalle un turbolento 2016 ma sono entrati in un anno caratterizzato da una prospettiva politica incerta. Per il settore avicolo è quindi importante comprendere scenari futuri e possibili cambiamenti riguardanti gli accordi commerciali globali, i tassi di cambio, la normativa e il costo complessivo della produzione. La società per la nutrizione animale Nutriad ha presentato una panoramica delle problematiche del settore avicolo degli Stati Uniti.

L’elezione di Donald Trump, quasi certamente porterà cambiamenti nel panorama commerciale e finanziario internazionale. Gli effetti di alcuni di questi cambiamenti sono già visibili: il ritiro degli Stati Uniti dal TPP lascerà un vuoto che sarà presumibilmente riempito dalla Cina, che assumerà quindi maggiore importanza sia in Asia che nel Pacifico. Tuttavia, gli Stati Uniti potranno stabilire accordi commerciali bilaterali con Filippine, Malesia, Indonesia e Thailandia.

Secondo l’USDA, circa il 18% della produzione avicola totale degli Stati Uniti viene esportata, rendendo quindi il settore estremamente sensibile alle fluttuazioni valutarie, ai negoziati commerciali, e alla crescita economica dei mercati. La rinegoziazione del NAFTA potrà disturbare gli attuali commerci in vigore con Messico e Canada, e la minaccia di tassare di oltre il 20% i prodotti messicani potrebbe avere un effetto diretto sul commercio bilaterale. Nel 2015 le importazioni del Messico di prodotti avicoli statunitensi, senza contare le uova, hanno superato il miliardo di dollari. La svalutazione del peso messicano rispetto al dollaro potrebbe spingere il Messico ad importare da paesi sudamericani come l’Argentina, il Cile e il Brasile. Lo scorso gennaio il valore del peso è sceso di quasi il 20% rispetto a gennaio 2016.

La nomina di Scott Pruitt come capo dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente (EPA) degli Usa, e possibili modifiche alle politiche di settore, tra cui un alleggerimento delle normative imposte dal governo passato, potrebbe avere un impatto positivo sui requisiti cui vengono sottoposti i produttori avicoli. Tuttavia, i consumatori stanno influenzando le scelte di rivenditori e catene di fast food che stanno selezionando i loro fornitori anche in base a parametri relativi al benessere, all’inquinamento, alle modalità di allevamento. Attualmente i produttori avicoli stanno decidendo su quali aspetti del benessere focalizzarsi: la riduzione della densità, con allevamenti su piccola scala, così come l’utilizzo di ingredienti non geneticamente modificati comporteranno un maggior bisogno di terra e risorse, influenzando negativamente la sostenibilità. Anche la nuova Direttiva sui mangimi veterinari (VFD) potrebbe anche avere un impatto sulle procedure e sui costi di produzione, dato che le aziende saranno costrette a non utilizzare gli antibiotici promotori della crescita (banditi da tempo in Europa) e dovranno adottare alternative naturali.

I focolai di influenza aviaria che hanno interessato i paesi asiatici e l’Unione europea, svolgeranno un ruolo importante nello scenario commerciale avicolo degli Stati Uniti. Secondo l’USDA, si prevede un aumento delle esportazioni di uova di 30 milioni di dozzine, in particolare a causa dell’epidemia di aviaria in Corea del Sud. La diffusione di ceppi HPAI ricombinanti, attraverso gli uccelli migratori, altererà i flussi commerciali di Asia, Europa e Africa. La diffusione dell’aviaria, e la sua presenza endemica negli uccelli selvatici, potranno avere un impatto a lungo termine sulle condizioni del mercato internazionale. L’influenza aviaria crea un gran numero di rischi aziendali, e le imprese sono tenute ad adeguare il proprio modello di business, prestando grande attenzione alla biosicurezza e coinvolgendo le Autorità sanitarie e il governo locale.

Per quanto riguarda le materie prime, il raccolto 2016 potrebbe abbattere i precedenti record in termini di resa e produzione totale. Sono i dati del World Agricultural Supply and Demand Estimates (WASDE). Negli Stati Uniti il rendimento medio pari a 11.000 tonnellate per ettaro (175,3 BU/AC), su circa 35,1 milioni di ettari (86,8 mil ac), si tradurrà in un raccolto stimato di 386,8 milioni di tonnellate metriche (15.226 milioni di Bushel), il dato maggiore mai raggiunto dagli Stati Uniti per il mais.

Anche Argentina e Brasile potrebbero raggiungere numeri da record per la produzione di mais grazie a rendimenti favorevoli e buone condizioni climatiche. Per il Brasile si parla di un raccolto di 215 milioni di tonnellate di cereali, di cui oltre 108 milioni di tonnellate di soia; si tratta di un aumento del 8,7% della produzione rispetto allo scorso anno. Anche per l’Argentina, malgrado le recenti inondazioni, si stimano 36 milioni di tonnellate di mais e 55 milioni di tonnellate di soia. Nel complesso i prezzi dovrebbero mantenere intorno ai 3,58 dollari per bushel per il masi e 10,32 dollari a bushel per la soia.

Nell’ultimo trimestre 2016 negli USA sia la produzione di broiler che quella dei tacchini è leggermente diminuita, ma per il primo trimestre dell’anno si attende un incremento della produzione dei broiler. Le previsioni per il 2017 sui prezzi parlano di un leggero incremento per i broiler e un decremento per i tacchini. In generale il mercato avicolo dovrebbe registrare comunque un anno positivo, con prezzi stabili e prezzi dei mangimi stabili o leggermente in diminuzione.

Fonte All About Feed