Un metodo per quantificare le emissioni di metano dei suini

Alcuni ricercatori danesi hanno proposto un nuovo metodo che potrebbe aiutare a quantificare le emissioni di metano e i processi di degradazione legati alla gestione del letame.

Un articolo della Aarhus University, pubblicato su PloS One, descrive come il desiderio di quantificare le emissioni di metano prodotto negli allevamenti è diventato un bisogno primario dell’Unione europea, dato che la stessa Commissione richiede agli Stati membri di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra del settore agricolo

Tale riduzione, tuttavia, potrà essere dimostrata solo quando sarà possibile misurare i livelli di emissione.

La sfida specifica legata ai livelli di emissione è che il letame principalmente liquido (slurry) viene raccolto inpozzi posti sotto gli accasamenti animali, e solo dopo circa un mese viene trasferito in un serbatoio di trattamento o di accumulo esterno. Durante questo periodo inizia il processo di degradazione della materia organica,che potrebbe comportare sia emissioni di metano (CH4) che di anidride carbonica (CO2).

Ma anche gli allevamenti di suini e bovini, sono fonti di entrambi i gas, e in pratica le emissioni provenienti dagli allevamenti piuttosto che dal letame, non possono essere distinte. Ne consegue che non è possibile verificare quali emissioni provengono dai pozzi o dai serbatoi esterni e quali provengono dalla degradazione del letame.

Il nuovo metodo descritto nell’articolo si basa su misurazioni di laboratorio relative alla produzione di metano, provenienti da campioni di letame liquido raccolto negli allevamenti. Per misurare le emissioni giornaliere è stato usato un semplice modello che permette anche di valutare gli effetti dei cambiamenti nella gestione o nel trattamento del letame come, per esempio, il trattamento del biogas.
Il metano è, dopo l’anidride carbonica, il più importante gas a effetto serra proveniente dall’agricoltura. Per quanto riguarda i bovini la fonte è in particolare il processo digestivo degli animali, mentre per gli allevamenti suini è il letame.

Dato che il tempo di permanenza nell’atmosfera del metano è breve rispetto ad altri gas serra, una riduzione del metano sarà particolarmente efficace nel breve termine per ridurre la forzatura climatica. Inoltre, alcuni metodi per ridurre le emissioni di metano originato dal letame sono già disponibili (trattamento del biogas, acidificazione dei liquami). Per queste ragioni le emissioni di metano provenienti dagli effluenti di allevamento è un obiettivo ovvio per la diminuzione dei gas serra.

La degradazione della materia organica comporta emissioni di metano, ma anche maggiori emissioni di anidride carbonica. Sia il metano che il biossido di carbonio contengono carbonio proveniente dall’effluente della materia organica degradata. Questa perdita di carbonio organico è fondamentale per il potenziale del biogas proveniente dal letame. Per esempio, un periodo di raccolta più breve potrebbe probabilmente aumentare la produzione di biogas e, allo stesso tempo, ridurre le emissioni di metano. Ma attualmente questi effetti non possono essere documentati.

L’articolo analizza questa sinergia e conclude che un nuovo metodo di indagine deve anche essere in grado di quantificare le emissioni di anidride carbonica, per permettere una valutazione completa della perdita di materia organica degradabile nelle vasche di liquame. I piani per sviluppare ulteriormente il metodo sono stati descritti in un nuovo progetto di ricerca realizzato in collaborazione con Istituti tedeschi, olandesi, britannici e con una società svedese.

Fonte The Pig Progress