Nessuna possibilità di eliminare l’embargo russo

Secondo le sue ultime dichiarazioni, il Presidente russo Vladimir Putin intende mantenere l’embargo nei confronti dei prodotti alimentari europei il più a lungo possibile, per proteggere gli investimenti fatti nell’industria della carne locale.

In occasione del suo intervento nel corso della riunione di partito, Putin ha detto di aver incontrato Victor Gofman, direttore di una società di carne dalla regione di Kaliningra, che negli ultimi ha investito in modo significativo nello sviluppo del settore zootecnico della Russia; gli investimenti stati possibili grazie alle mutate condizioni di mercato a seguito dell’introduzione dell’embargo. Gofman ha anche fatto l’esempio del suo socio Richter, che si è trasferito dalla Germania e ha avviato in Russia un’azienda per la produzione di insaccati. Lo stesso Richter ha chiesto a Putin di “non eliminare l’embargo alimentare“.

Secondo Putin si tratta di una “situazione curiosa. Richter è venuto dalla Germania e ci chiede di mantenere le nostre contromisure in atto il più a lungo possibile. E perché sta succedendo? E’ chiaro che ha investito il proprio denaro in questo business, e gli interessa che i produttori nazionali di carne mantengano una posizione dominante nel mercato locale. Posso dire che manterremo l’embargo il più a lungo possibile”.

Secondo Putin era chiaro che i produttori di carne russa desiderassero che l’embargo fosse prolungato il più a lungo possibile. Tuttavia, ha anche chiesto loro di stabilire migliori condizioni di mercato per soddisfare le esigenze dei consumatori “Vi dirò una del tutto inaspettata, e forse per voi criminale, ma il il consumatore è interessato a ottenere prodotti di buona qualità al prezzo più basso. Quindi abbiamo bisogno di creare un nuovo ambiente competitivo” ha detto il presidente russo ai produttori, facendo anche riferimento alle lamentele provenienti da vari enti pubblici della Russia, che pongono il problema della qualità del cibo presente nei negozi di alimentari del paese, e quello dell’aumento dei prezzi.

Purtroppo, in alcune categorie di prodotti alimentari, l’embargo ha causato un aumento temporaneo dei prezzi” ha ammesso Putin aggiungendo che le misure restrittive erano state introdotte a seguito delle restrizioni adottate dall’Unione europea per proteggere i produttori agricoli europei.

Le dichiarazioni di Putin risultano in linea con la posizione assunta da altri alti funzionari russi, che si sono dichiarati a favore dell’estensione dell’embargo, soprattutto considerando l’effetto positivo sul settore agroalimentare. In particolare, lo scorso settembre il ministro dell’agricoltura russo Alexandr Tkachev ha suggerito che la Russia non dovrebbe estendere l’embargo su base annuale come risposta alle sanzioni dei paesi occidentali, ma in realtà dovrebbe farlo automaticamente fino al 2021, così come desiderano gli agricoltori russi. Ha anche aggiunto che, se il embargo fosse eliminato ora, non sarebbe un disastro, dal momento che in particolare i produttori di carne e latte, sono già in grando di fornire un’offerta ininterrotta al mercato, sostituendo completamente la quota di mercato precedentemente coperta dai fornitori esteri.

Fonte Global Meat News