Nella Ue pressione al ribasso per i prezzi della carne di pollame

Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea sulle prospettive di breve termine, nella Ue i prezzi della carne di pollame potrebbero continuare a sperimentare una pressione verso il basso, in risposta al rallentamento dei consumi interni, e della concorrenza proveniente da Brasile e Stati Uniti.

Prendendo in considerazione tutto il resto del 2016 e il 2017, il rapporto della Commissione rivela che nonostante i prezzi più bassi della carne, registrati all’inizio di quest’anno, durante durante il primo semestre 2016 la produzione di pollame UE è cresciuta del 6%. Tutti i principali Stati membri produttori hanno riportato un aumento: Polonia (+ 15%), Spagna (+ 8%), Italia (+ 6%), Paesi Bassi (+ 5%) e Regno Unito (+ 4%). Unica eccezione la Francia che è stata impegnata nelle operazioni di ripopolamento causate dai focolai di influenza aviaria.

Nel complesso, nel 2016 la produzione di pollame della UE è destinata a crescere del 4%” si legge nel rapporto “Ma gli gli attuali prezzi più bassi dell’Unione Europea potrebbero portare ad un rallentamento della crescita della produzione nei restanti mesi dell’anno. Il 4% previsto eguaglia il tasso registrato anche nei due anni precedenti. Dato che nell’Unione europea il consumo di prodotti avicoli sta diventando maturo e la concorrenza sul mercato mondiale, in particolare da parte di Brasile e Stati Uniti, limita l’ulteriore sviluppo delle esportazioni, i prezzi potrebbero continuare a sperimentare una pressione al ribasso“.

Ma grazie alla riduzione dei prezzi UE, le prospettive per un aumento delle esportazioni sembrano ancora relativamente buone. Nel corso dei primi sette mesi di quest’anno, le esportazioni di prodotti a base di carne di pollame sono aumentate dell’8% anno su anno.
Il maggior incremento delle esportazioni si è avuto nei confronti del Sud Africa (+ 44%), delle Filippine (+ 28%), di Hong Kong (+ 33%) e dell’Ucraina (+ 48%)” continua il rapporto, mentre il mercato cinese viene descritto come un potenziale “game changer” dato che la produzione nazionale sta diminuendo a causa della mancanza di riproduttori. “Di conseguenza, le importazioni cinesi potrebbero aumentare, fornendo nuove opportunità soprattutto al Brasile attualmente il più grande fornitore. Ma anche alcuni paesi dell’UE, come la Polonia, che hanno già accesso diretto al mercato cinese potrebbero trarre vantaggio da questa situazione. Il dollaro forte invece non stimola la richiesta cinese verso i prodotti statunitensi”.

Nella prima metà del 2016 sono anche aumentate le importazioni europee di carne di pollame soprattutto a causa di un aumento delle importazioni provenienti da Brasile e Cile. “Sebbene la produzione UE sia relativamente abbondante e le esportazioni sono in aumento, anche le importazioni possono aumentare perché l’UE esporta tipicamente tagli di basso valore, mentre importa tagli di valore maggiore” conclude il rapporto.

Fonte Poultry News