Nel Regno Unito si riduce il reddito delle aziende avicole

Nel Regno Unito il reddito 2016 degli allevamenti di pollame è sceso del 16%, ad un livello medio pari a 107.000 sterline per azienda. Sono le ultime statistiche della Fram Business Survey.

I prezzi in caduta delle uova hanno colpito tutto il settore e costretto le aziende ad aumentare ancora di più la produttività. I redditi degli allevamenti free range sono diminuiti del 10% ad una media di 34.000 sterline per azienda; quelli dei broiler hanno registrato una diminuzione simile (9%) portando il reddito medio a 348.000 sterline per azienda.  Tuttavia il valore dei prodotti avicoli che escono dagli allevamenti ha raggiunto i 3,2 miliardi di sterline e contestualmente gli allevatori hanno continuato ad aumentare l’efficienza e la produzione.

Rachel Lawrence della Farm Business Survey spiega che i prezzi alla produzione sono molto variabili dato che “i produttori utilizzano una vasta gamma di canali di marketing e quindi la variabilità dei prezzi arriva, tra i produttori, fino al 20%. È altrettanto importante sottolineare che, lo scorso anno, il consumo nazionale di uova è aumentato del 2%, stesso calo dei prezzi agli allevatori”.

Anche gli allevamenti di broiler sono stati colpiti dal calo dei prezzi, che sono scesi di circa 23 pences per uccello. Ma le aziende hanno risposto aumentando la produttività. Tutti gli intervistati hanno dichiarato di aver risparmiato molto sui costi di produzione dato che i mangimi hanno registrato una diminuzione del 15% per uccello. In generale i produttori hanno potuto ridurre i costi di esercizio del 7%. Inoltre gli allevatori hanno potuto risparmiare circa il 19% sui costi di lavoro, sia questo a tempo indeterminato o stagionale.

Questa maggiore attenzione alla spesa, combinata ad una maggiore produttività, ha aiutato le aziende a contrastare il calo dei prezzi. i prezzi di produzione minori hanno contribuito ad aumentare la redditività, spinta anche da una diminuzione pari all’8% dei prezzi dei pulcini” spiega Lawrence. “La volatilità non è una problematica nuova per i produttori avicoli che nel frattempo diventano sempre più abili nell’affrontarla. Negli ultimi 10 anni le aziende avicole hanno registrato fluttuazioni di reddito fino al 70%. Malgrado questo il numero di animali allevati nel Regno Unito è al massimo livello e i consumi continuano ad aumentare; Il pollame rappresenta oggi il 42% del consumo britannico di carne ed è una parte vitale del settore agricolo del paese, e copre circa il 13% della produzione agricola lorda. In questo periodo abbiamo anche notato che gli allevatori cercano di diversificare i loro flussi di reddito. Nel 2016, il 28% del reddito aziendale degli allevamenti avicoli deriva dalla diversificazione, rispetto all’11% di 5 anni fa. Guardando al futuro sono già presenti i segni a favore di un forte settore avicolo: l’evoluzione della diversificazione contribuisce a rafforzare le nostre imprese“continua Lawrence.

E il settore avicolo si conferma tra i più redditizi dell’agricoltura. “Nel 2015/2016 il reddito medio delle aziende avicole è stato di 75.000 sterline superiore alla quello medio agricolo nazionale. E la percentuale di aziende che producono in perdita è assolutamente inferiore: solo l’8% rispetto al 22% delle aziende agricole nazionali. Il settore conta il maggior numero di fattorie con alti guadagni: lo scorso anno solo il 9% delle aziende agricole ha guadagnato oltre 100.000 sterline rispetto al 28% delle aziende avicole“.

Fonte The Poultry Site