Nel Regno Unito nuova normativa a favore del benessere degli animali

Una nuova legge britannica garantirà che chi commette abusi sugli animali sarà sottoposto ad una detenzione fino a 5 anni, e che il concetto di senzienza animale sarà inserito nella normativa nazionale.

Il governo ha pubblicato il progetto di legge “Animal Welfare (Sentencing and Recognition of Sentience)”, che aumenterebbe di dieci volte la pena detentiva massima comminata in caso di crudeltà sugli animali, da sei mesi a cinque anni, in Inghilterra e Galles. Il progetto di legge stabilisce inoltre che il governo “deve considerare le esigenze degli animali come esseri senzienti nella formulazione e attuazione della politica governativa“.  In questo modo viene sottolineato il suo impegno a migliorare gli standard di benessere degli animali, garantendo maggiori protezioni per gli animali anche dopo la Brexit.

Il Segretario per l’ambiente Michael Gove ha dichiarato: “Anche fuori dalla Ue manterremo un approccio ‘verde’, non solo mantenendo ma addirittura migliorando gli standard di benessere degli animali. Intendiamo anche le condanne per coloro che commettono gli atti più crudeli sugli animali che potranno essere condannati fino a cinque anni di prigione“.

David Bowles, responsabile Affari pubblici della  Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals – RSPCA, ha dichiarato: “Si tratta di una notizia potenzialmente eccezionale. Includere il riconoscimento della sensibilità animale e prevedere un aumento della condanna a 5 anni è una mossa molto audace e gradita. Accogliamo calorosamente queste misure che ci aiutano a valutare la politica del governo nei confronti del benessere animale. Il progetto di legge fa parte di un più ampio programma di riforme che mira a cementare la posizione del Regno Unito come leader mondiale per il benessere degli animali. All’inizio dell’anno avevamo annunciato l’intenzione di rendere obbligatoria l’installazione di telecamere a circuito chiuso in tutti i macelli e ci siamo impegnati a prendere provvedimenti per controllare l’esportazione di animali vivi da macello anche dopo la Brexit”.

Fonte Poultry Site