Nel Regno Unito carenza di ispettori nel settore carne

Secondo quanto riportato e scoperto dalla BBC Wales il Regno Unito sta affrontando una grave carenza di ispettori di carne con grandi implicazioni per il commercio e il benessere degli animali.

La compagnia che fornisce i Veterinari Ufficiali (OV) alla Food Standards Agency (FSA) afferma di aver raggiunto un “punto di crisi” e incolpa l’incertezza legata alla Brexit della perdita di 20 veterinari al mese. La FSA dichiara che sta “lavorando su una serie di contingenze” per garantire che gli standard siano mantenuti.

I veterinari ufficiali che controllano e ispezionano i siti di lavorazione della carne, certificano le importazioni e le esportazioni, e attuano le misure ufficiali di controllo in relazione alle malattie. Jason Aldiss, amministratore delegato di Eville & Jones, che ha sede a Leeds e fornisce veterinari ufficiali a tutti i macelli di Inghilterra e Galles, ha dichiarato che è sempre più difficile assumere personale. “Il nostro programma di reclutamento sta funzionando a pieno ritmo ma non siamo tuttavia in grado di tenere il passo con la perdita di personale veterinario che si sta trasferendo” ha affermato Aldiss “La mia azienda ha già perso 2,5 milioni di sterline a causa della paralisi del governo, della mancanza di direzione e di comprensione delle reali implicazioni di ciò che sta accadendo al paese“. Aldiss vuole che i ministri includano i veterinari sul documento noto come come lista delle carenze di scorte nel Regno Unito, ma dice che finora ha ricevuto “parole cordiali ma molto poca azione“.

Ivan Mihnev, un veterinario ufficiale bulgaro che lavora in Galles, ha detto di non essere troppo preoccupato della Brexit. La Gran Bretagna ha bisogno che gli europei facciano questo lavoro” ha detto “Sai quanti inglesi fanno questo lavoro? Nessuno“.

Chris George, direttore di WJ George Butchers a Talgarth, che possiede un proprio macello, vede i veterinari settimanalmente, ispeziona gli animali e controlla che la carne sia adatta al consumo e si dichiara preoccupato del fatto che una carenza di veterinari porti ad una centralizzazione delle operazioni di macellazione. Da alcuni anni abbiamo veterinari provenienti da Spagna, Polonia, Bulgaria; sarà una sfida, non so se dovremo riqualificare le persone. Si tratta di un campo minato“.

Nel settore britannico agricolo molta forza lavoro viene dall’estero: il 75% della manodopera stagionale in orticoltura dalla Romania e dalla Bulgaria; il 63% dei lavoratori negli impianti di lavorazione della carne dai paesi dell’UE; il 58% dei lavoratori nella produzione di pollame dal di fuori del Regno Unito; il 35-40% dei lavoratori nell’industria delle uova d’allevamento dai paesi dell’UE.

Un portavoce della FSA ha dichiarato: “L’impatto che avrà la Brexit sulla forza lavoro veterinaria è qualcosa che stiamo prendendo in considerazione come parte del nostro lavoro, e stiamo esaminando i potenziali meccanismi di audit e assicurazione dopo la nostra uscita dalla UE

Un portavoce della Defra – il Dipartimento per l’agricoltura e gli affari rurali – ha affermato di aver mantenuto il numero di veterinari coinvolti nel rilevamento, preparazione e controllo della malattia ed ha aggiunto che se “vogliamo garantire che il governo britannico e le aziende veterinarie abbiano accesso a un numero sufficiente di veterinari, ispettori per l’igiene della carne, macellai e conducenti di bestiame una volta lasciata l’Unione europea”.

Fonte BBC