Nel pollame le micotossine possono aggravare la coccidiosi

Anche a bassi livelli, o a livelli consentiti, le micotossine possono facilitare la colonizzazione dell’Eimeria nell’intestino.

Nel settore avicolo la coccidiosi ha un costo stimato pari a 3 miliardi di dollari all’anno, ed è anche un fattore predisponente all’enterite necrotica nei broiler, malattia che causa perdite di 2 miliardi di dollari.

Non è ancora ben chiaro come le micotossine possano amplificare la coccidiosi e sono quindi necessarie ulteriori ricerche. Tuttavia, le spiegazioni possibili comprendono l’aumento degli effetti immunosoppressivi sui moderni broiler che di solito hanno alte prestazioni, un basso livello cronico di esposizione alle micotossine, e potenziali effetti sinergici tra le diverse micotossine.

Micotossine come il deossinivalenolo e le fumonisine interferiscono con molte funzioni vitali delle cellule, e distruggono le cellule intestinali che agiscono come una barriera tra gli agenti patogeni e i corpi degli uccelli. Questi componenti cellulari intestinali perturbati possono essere usati come substrato di crescita per patogeni come l’Eimeria, il Clostridium e l’Escherischia coli. In questo modo, le micotossine giocano un ruolo di primo piano nel favorire la colonizzazione del patogeno.

Anche a concentrazioni concesse a livello europeo e in base alle linee guida statunitensi, deossinivalenolo, fumonisine e una combinazione dei due, possono peggiorare l’incidenza e la gravità della coccidiosi nel pollame.

Polli alimentati con mangimi contaminati da micotossine a livelli ben inferiori delle linee guida legislative, rilevano punteggi delle lesioni considerevolmente più alti, maggiori numeri di oocisti negli escrementi, e un più alto conteggio dei linfociti.

Nel corso di una ricerca è stato confermato che negli animali che hanno assunto micotossine il punteggio delle lesioni nell’intestino cieco è stato di 1,33 rispetto allo 0,42 degli uccelli alimentati con le diete di controllo. Il numero di oocisti presenti nelle feci è stato del 29% più alto per il gruppo che ha assunto deossinivalenolo e fumonisine, e del 46% per il gruppo con fumonisine.

Sebbene l’industria avicola abbia consapevolezza dei pericoli legati a determinate micotossine, la minaccia rappresentata dal deossinivalenolo e dalle fumonisine è ancora ampiamente trascurata. Eppure, di frequente queste micotossine sono presenti nei più comuni ingredienti destinati al pollame. Tra questi mangime finito, mais, grano e farina di soia.
Una recente indagine ha rivelato che il deossinivalenolo è stato rilevato nel 61% dei campioni analizzati di mais, nel 54% di grano, nel 71% di mangime finito e nel 61% di farina di soia. Le fumonisine sono state rilevate nell’80% dei campioni analizzati di mais, nel 27% di grano, nel 66% di mangime finito e nel 40% di farina di soia.

In partiolare in un allevamento privo di antibiotici, che non permette l’uso di ionofori, la gestione della coccidiosi deve poter contare su coccidiostatici non antibiotici, vaccini vivi o, più probabilmente, una rotazione tra i due.
Anche i probiotici e gli additivi fitogenici per mangimi, con o senza l’uso di coccidiostatici o vaccini, possono contribuire ad alleviare gli effetti negativi della coccidiosi, dopo aver dimostrato di poter ridurre lo spargimento degli oocisti, la gravità delle lesioni intestinali, e gli effetti negativi sulle prestazioni.

Fonte WattAgNet