Nel pollame cinese un nuovo ceppo dell’influenza aviaria

Mentre in tutto il mondo si sta registrando un declino stagionale dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). in Bangladesh, Sud Africa, Taiwan e Togo sono stati confermati nuovi focolai e le autorità cinesi hanno segnalato un nuovo ceppo della malattia.

Il ministero dell’agricoltura della Cina ha riferito all’OIE di un’epidemia di aviaria ad alta patogenicità legata alla variante del virus H7N9, che descrive come un nuovo ceppo. La presenza del virus è stata confermata dopo la morte di circa 600 galline ovaiole in Ningxia: situata nel nord-ovest della Cina, la regione autonoma di Ningxia Hua confina con la provincia dello Shaanxi, dove un virus simile ha colpito un branco di ovaiole lo scorso febbraio.

L’OIE è inoltre stata informata dalle autorità di Hong Kong che il ceppo altamente patogeno H5N6 è stato rilevato in uno degli oltre 2.800 avicoli presenti in un mercato all’aperto. Tutti gli animali sono stati distrutti e il mercato di Yuen Po è stato chiuso per 21 giorni per consentirne pulizia e disinfezione.

Secondo l’ultimo rapporto del ministero dell’agricoltura di Taiwan all’OIE, fino ad aprile nel paese ci sono stati 4 nuovi focolai di HPAI legati alla variante del virus H5N2. In totale sono stati persi circa 63.000 capi di pollame.  Secondo Focus Taiwan, la scorsa settimana è stato confermato un ulteriore focolaio in un allevamento di oltre 10.800 polli ruspanti.

Il Ministero agricolo del Bangladesh ha riferito all’OIE un nuovo focolaio di HPAI nel pollame causato dal ceppo H5N1. L’epidemia, registrata a marzo, ha causato la morte di 385 capi in un allevamento di Jhenaidah a Khulna, nel sud-ovest del paese. Si tratta del quinto focolaio di HPAI da quando la malattia è tornata nel paese all’inizio del 2017.

Tre mesi dopo un singolo focolaio di H5N6 HPAI rilevato in Giappone, il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del paese ha comunicato all’OIE che il settore avicolo non ha registrato altri casi. L’allevamento di polli inizialmente interessato era stato spopolato, pulito e disinfettato, e dall’attività di sorveglianza non sono stati rilevati ulteriori casi.

Dopo cinque mesi di assenza, il ceppo H5N1 si è ripresentato in Togo, nell’Africa occidentale. Secondo il rapporto del ministero dell’agricoltura all’OIE, alla fine di marzo è stato confermato un focolaio in ovaiole e broiler presenti in un allevamento di pollame da cortile. Dei circa 5.000 capi presenti, ne sono morti oltre 3.600 e gli altri sono stati abbattuti. L’epidemia si è verificata in una struttura agropastorale nello stato più meridionale della regione marittima. La fonte dell’infezione è sconosciuta.

L’autorità veterinaria del Sudafrica ha confermato all’OIE due focolai di H5N8 HPAI nel pollame commerciale. Il virua ha colpito i 4.500 capi di un allevamento nelle colline di Maquassi e gli oltre 36.500, tra anatre e quaglie, a Madibeng. Tra il 23 gennaio e il 22 marzo, in Sudafrica vi sono stati altri 5 focolai di HPAI che tuttavia non hanno coinvolto il pollame commerciale. In totale da giungo dello scorso anno le epidemie legate al ceppo H5N8 sono state 176.

Fonte WattAgNet