Nel mondo aumenta la produzione dei cereali, ma l’UE è sotto la media

Secondo la relazione sulle prospettive economiche a breve termine pubblicata dalla Commissione europea, le condizioni meteorologiche avverse in varie regioni europee hanno condizionato la produzione dei cereali che, probabilmente quest’anno, sarà inferiore alla media.

Da una parte le pesanti piogge e dall’altra la prolungata siccità hanno spinto verso il basso i rendimenti dei cereali, in particolare in Spagna dove la previsione del rendimento dell’orzo invernale è del 21% inferiore alla tendenza, mentre per l’orzo di primavera è del 33% in meno. Altre aree di interesse sono la Francia nord-occidentale e il Belgio, dove un maggio secco e il gran caldo di giugno hanno causato condizioni sfavorevoli per la maggior parte delle colture invernali e primaverili. Per questo si prevede che le esportazioni cerealicole complessive dell’Unione europea si ridurranno.

Di contro si registra un aumento della produzione internazionale di cereali, e quindi si prevede che l’approvvigionamento complessivo sarà più che sufficiente e che i prezzi mondiali non saranno notevolmente influenzati dalla scarsità europea.

Per l’anno 2017/2018, si stima che la raccolta mondiale dei cereali sarà di poco superiore ai 2 miliardi di tonnellate, un calo del 3% rispetto allo scorso anno, ma comunque un livello elevato per il secondo raccolto di seguito, il che fa supporre che forniture mondiali resteranno forti. Quello del 2016/2017 si conferma come il più grande raccolto mondiale di cereali della storia. Nonostante i livelli di consumo record, gli stock globali dovrebbero aumentare ulteriormente a oltre 500 milioni di tonnellate. Nel 2017/2018 si prevede che, a livello mondiale, saranno prodotte fino a 740 milioni di tonnellate di grano, il 2% in meno rispetto alla raccolta record dello scorso anno.

Secondo la Commissione europea, nell’UE il raccolto di cereali 2016 è stato pari a 294,6 milioni di tonnellate, vale a dire il 2% inferiore alla media degli ultimi cinque anni. I raccolti complessivi dell’UE di granturco e di frumento tenero sono stati sostanzialmente inferiori alla media, mentre la produzione di orzo è stata buona. Nel 2016/2017, nella Ue sono state prodotte 134,4 milioni di tonnellate di frumento tenero. La produzione di orzo ha mantenuto un livello elevato, circa 60 milioni di tonnellate raccolte.

In particolare la Romania ha fatto registrare raccolti particolarmente buoni, con rendimenti di quasi il 30% superiori rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Tuttavia, in Francia la produzione è scesa del 9%.

Nel 2017-2018 la produzione totale dei cereali dell’Unione dovrebbe essere di 298 milioni di tonnellate, vale a dire 3,4 milioni di tonnellate in più rispetto all’anno precedente. La produzione di frumento tenero sta ricominciando ad aumentare, arrivando a 139 milioni di tonnellate, in crescita del 3% rispetto all’anno scorso, ma si prevede che la produzione di orzo cadrà a 57 milioni di tonnellate, il livello più basso dal 2012/2013 e il 4% in meno rispetto allo scorso anno.

Nel 2016/2017 sono stati utilizzati 173 milioni di tonnellate di cereali, principalmente grano, granturco e orzo. La quantità di orzo impiegata per la produzione di mangimi è aumentata notevolmente a causa di un calo delle esportazioni e del raccolto comunitario relativamente consistente. Tuttavia, la quantità di frumento usata è diminuita a causa della disponibilità limitata.

Nel 2017/2018 le aree sottoposte a semina saranno probabilmente di poco inferiori rispetto alla campagna precedente, e saranno pari a 56,2 milioni di ettari , vale a dire l’1,3% in meno rispetto all’anno precedente (2,3% in meno rispetto alla media degli ultimi di 5 anni).

Le zone coltivate con mais, sorgo, triticale e segale sono sostanzialmente inferiori agli ultimi 5 anni, mentre quelle dedicate a orzo e frumento tenero lo sono solo leggermente. Di contro si stanno espandendo le zone coltivate a il grano duro e, in misura minore, ad avena.

Fonte All About Feed