Nel 2018 per gli americani record di consumi di carne e pollame negli USA

Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2018 il consumatore medio americano mangerà 222,2 chili tra carne rossa e pollame, un livello record, secondo Bloomberg. I produttori zootecnici stanno espandendo il numero dei capi grazie anche al basso costo dei cereali. Bloomberg ha osservato che sia la domanda che i prezzi dei cereali sono aumentati così come le esportazioni: un dato particolarmente importante soprattutto per il periodo appena passato che ha fatto registrare, dal 2007 al 2014, un calo del 9% della domanda a causa dei periodi di siccità e dell’aumento dei prezzi dell’etanolo.

Gli americani si rivolgono sempre più spesso a fonti proteiche come il manzo e il pollo, il cui consumo pro-capite continua ad aumentare. Il governo suggerisce di consumare tra i 150 e i 180 grammi di proteine al giorno, ma secondo l’USDA quest’anno il consumatore medio assumerà circa 280 tra carne e pollame. Questi aumenti confermano una tendenza ormai consolidata negli USA: nel 2016, secondo il settore Food & Agribusiness Research and Advisory di Rabobank, il consumo di carne ha registrato il suo maggiore incremento degli ultimi 40 anni. I consumatori affermano di voler mangiare in modo più sano e sono più attenti all’ambiente, ma per molti questi propositi non sono abbastanza motivanti e per questo non sono disposti a rinunciare o a ridurre significativamente il consumo di carne. Tuttavia, la preoccupazione per la salute e la sostenibilità potrebbe portare alla crescita della produzione di carne biologica, e a maggiori vendite per le aziende che applicano migliori pratiche di benessere per gli animali.

Uno studio della società Midan Marketing ha rivelato che i Millennial rappresentano la più grande generazione di acquirenti di carne: secondo quanto riportato da Beef Magazine nel 2016 questa fascia di consumatori ha speso circa 75,4 milioni di dollari in proteine.

Nei supermercati i prezzi di carne e pollame sono scesi grazie all’aumento dell’offerta. A novembre il petto di pollo ha raggiunto il prezzo più basso registrato negli ultimi cinque anni; i dati dell’USDA inoltre confermano anche il calo dei prezzi di bistecche e prosciutti.

La previsione di un consumo record di carne e pollame si affianca al calo dell’8,1% registrato nell’ultimo anno dagli alimenti a base vegetale. Secondo i dati Nielsen, durante il periodo di 52 settimane, terminato a metà agosto, le “carni di origine vegetale” rappresentavano da sole il 2,1% delle vendite di prodotti a base di carne refrigerata e congelata vendute al dettaglio. Secondo i dati del Shelby Report sui prodotti confezionati, la carne e il pollame rimarranno i “pilastri” e i “powerhouse” delle proteine, nonostante le sfide delle proteine vegetali. Nel suo rapporto “Meat & Poultry: U.S. Retail Market Trends & Opportunities“, Shelby, società che effettua ricerche di mercato, ha previsto che nel 2021 le vendite di carne, pollame e sostituti della carne sfioreranno i 100 miliardi di dollari, e che i sostituti della carne ne copriranno meno di 2 miliardi. Quindi, se i prezzi dei prodotti a base di carne e pollame continueranno a calare, i consumatori continueranno a comprarli e consumarli sempre di più, anche se occasionalmente li potranno alternare con piatti a base vegetale.

Sebbene il mercato della carne stia crescendo, numerose società che producono fonti proteiche alternative continuano a guadagnare quote di mercato ed alcune stanno avendo un discreto successo. I grandi produttori di alimenti che osservano questa tendenza, sanno che la domanda di prodotti di alta qualità realizzati senza carne o pollame è in crescita e potrebbe rappresentare una sfida per le loro attività in futuro. Per tale motivo stanno spostandosi verso società che producono proteine alternative. Ne sono un esempio Tyson Foods e Nestlé.

I principali motivi di interesse da parte dei consumatori per le proteine includono il desiderio di diete sane, il controllo del peso, lo sviluppo muscolare, l’aumento di energia e la gestione dell’appetito. Dato che molti consumatori credono che questi obiettivi possano essere raggiunti solo attraverso un’alimentazione proteica, a base di carne e pollame, la richiesta per questi prodotti continuerà ad aumentare, maltrado la crescente presenza di prodotti a base vegetale.

Fonte Food Dive