Nel 2018 in crescita la produzione statunitense di maiale

Secondo il “Rapporto sul commercio e il mercato internazionale della zootecnia e del settore avicolo”, recentemente pubblicato dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA), “grazie all’aumento della produzione nella maggior parte dei principali paesi esportatori, e alla riduzione dei prezzi internazionali, le importazioni di suino resteranno relativamente competitive e nel 2018 la produzione USA di suini dovrebbe aumentare del 4%”.

La genetica sta rendendo più facile ai produttori aumentare il numero di suinetti, fattore che stimola la produzione e permette di soddisfare meglio le esigenze dei mercati esteri. Tuttavia, di questo vantaggio possono beneficiare tutti i produttori, non solo quelli statunitensi.

Non deve quindi essere questo fattore l’unico a influenzare la produzione: secondo la relazione anche i miglioramenti in termini di salute e cura degli animali può incidere positivamente sui tassi di produzione.

La capacità dei singoli paesi di produrre i propri prodotti suinicoli può avere un impatto negativo sulle esportazioni statunitensi. “Si prevede che nel 2018 la produzione globale crescerà di circa il 2% e raggiungerà 113,1 milioni di tonnellate. La produzione della Cina dovrebbe continuare a crescere per il secondo anno , e quindi le sue importazioni dovrebbero diminuire” ha spiegato Lindsay Kuberka, economista agricolo delll’USDA. Tra il 2013 e il 2017 la Cina aveva registrato un significativo calo del 9% del numero di capi delle scrofe, che invece dovrebbero riprendere a crescere in maniera sostanziale entro l’inizio del 2018. Tutto ciò premesso la Cina resterà comunque il primo importatore mondiale di suini. I membri dell’U.S. National Pork Board stanno cercando di comprendere meglio il mercato cinese in modo che gli Stati Uniti ne possano approfittare.

La produzione dovrebbe aumentare anche in Russia, Filippine e Messico.

Con i suoi costanti 2,8 milioni di tonnellate l’Unione europea rimarrà il più grande esportatore di carne suina, ma la crescita del volume è limitata dalla diminuzione delle spedizioni verso la Cina e da un euro piuttosto forte“, si legge nel rapporto.

Da un punto di vista economico il 2016 è stato un buon anno, in quanto i produttori hanno registrato prezzi record. Ma nel 2017 un numero crescente di attori sul mercato e una maggiore concorrenza da parte dei paesi esteri, influenzeranno le esportazioni statunitensi molto legate al livello dei prezzi.

Unione europea, Stati Uniti e Canada rimarranno i principali fornitori mondiali e competeranno principalmente sul prezzo” ha concluso Kuberka.

Fonte The Poultry Site