Nel 2017 l’aviaria potrebbe perturbare i mercati avicoli

Sebbene al momento non vi siano state gravi conseguenze, secondo l’ultimo rapporto trimestrale di Rabobank, nel prossimo anno la nuova ondata di focolai di influenza aviaria potrebbe influire sulle prospettive generalmente favorevoli del settore avicolo mondiale, sia per quanto riguarda il commercio di carne che quello di riproduttori. L’allarme riguarda soprattutto l’Asia, ma anche l’Europa e l’Africa, ma sarà anche un banco di prova per l’industria degli Stati Uniti, che è uscita a fatica dai danni causati dall’epidemia del 2015.

Secondo gli autori del rapporto sembra che l’aviaria sia ormai endemica negli uccelli selvatici, e che le aziende avicole debbano inserire questa variabile nel loro modello di business. Questo significa che negli allevamenti commerciali, siano essi destinati alla produzione di carne o uova, o di riproduttori, al fine di ridurre i rischi aziendali e di diffusione del virus, saranno necessari livelli di biosicurezza ottimali. Inoltre è consigliabile mantenere un ruolo attivo e cooperativo tra governo e industria, un monitoraggio costante, e definire di volta in volta le esigenze abitative, considerando, per esempio, la chiusura degli animali di solito allevati all’aperto.

Lo studio ha anche evidenziato che, in particolare nel nord Europa, stanno nascendo nuovi “concetti di pollo”. In particolare si tratta di affrontare questioni legate al benessere animale, mentre negli Stati Uniti il focus è su un allevamento “antibiotic-free” o naturale. Gli autori del rapporto prevedono che queste tendenze continueranno anche nei prossimi anni, in particolare nei paesi sviluppati e nelle aree urbane più ricche dei paesi in via di sviluppo. Questo permetterà a molte aziende di differenziare il proprio mercato.

La necessità di aumentare rispondere alle richieste di maggior benessere, porterà ad una diminuzione della produttività soprattutto in Europa: le aziende dell’Europa occidentale, dove la capacità produttiva è più limitata, porranno più attenzione sui nuovi “concept”, mentre quelle dell’Europa orientale si concentreranno di più sul pollo standard.

A livello mondiale, per Rabobank la continua carenza di approvvigionamento della Cina continuerà ad influenzare il mercato globale. Le esportazioni verso la Cina sono stati destinate a rimanere elevate soprattutto per paesi come Nuova Zelanda e Spagna. I consumatori cinesi continueranno a dove pagare prezzi elevati per prodotti specifici, come ali e zampe. L’industria sta lavorando su nuove iniziative di sourcing strategico, per alleviare parte della pressione. Secondo Rabobank, infine, il prossimo anno anche i volumi commerciali saranno sotto pressione, dato il crescente protezionismo commerciale e il probabile impatto dell’aviaria.

Fattori positivi restano le richieste di prodotti avicoli della Cina e la prospettiva di un miglioramento delle relazioni tra la Russia e l’amministrazione Trump, ma la scarsa fiducia nei confronti di alcuni accordi commerciali, come per esempio il TTIP e il TPP, avrà impatti negativi sul commercio internazionale.

Fonte Farmers Weekly Interactive