Negli USA resta a livelli record il consumo di pollo

Secondo nuove ricerche presentate al Chicken Marketing Summit di Asheville (Nord Carolina) i consumatori statunitensi continuano a mantenere elevatissimo il loro consumo di pollo, sebbene nell’anno in corso i consumi siano leggermente diminuiti e tornati ai livelli di un paio di anni fa.

Con riferimento alle due settimane precedenti il sondaggio effettuato, l’84% degli intervistati ha detto di aver mangiato un piatto o uno spuntino a base di pollo acquistato presso un supermercato, e il 67%lo ha acquistato presso un punto di ristorazione. Entrambi i dati sono tuttavia leggermente diminuiti, rispettivamente del 3,4 e 6,9%, e sono tornati a quelli registrati nel 2015.

Secondo il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) quest’anno gli americani hanno consumato circa 92 libbre di pollo a persona, abbattendo il record di 91 libbre dello scorso anno“, ha dichiarato Tom Super, vice presidente della comunicazione del National Chicken Council (NCC). “Anche se i i dati sono leggermente inferiori alle aspettative, dimostrano che il pollo è ancora al primo posto nei desideri proteici dei nostri consumatori”.

Sebbene in termini assoluti i consumi delle due settimane di riferimento risultino leggermente diminuiti, la preferenza dei consumatori per il pollo non mostra segni di declino. Nei prossimi 12 mesi, il 21% degli intervistati prevede di mangiare più pollo acquistato dal supermercato e il 13% prevede di mangiarne di più presso la ristorazione. I consumatori con i più alti livelli di consumo sono giovani, di origine etnica e vivono in famiglie numerose.

Durante il sondaggio, gli intervistati sono stati invitati a classificare, per ordine di importanza, i diversi fattori della loro soddisfazione. Indipendentemente dal canale di acquisto, freschezza e gusto sono risultati in cima alla classifica, mentre a volte non sono soddisfatti del prezzo praticato nei supermercati.

Nel complesso, la maggior parte dei consumatori acquista presso il supermercato pollo crudo o precotto da preparare o riscaldare a casa. Mentre la generazione X e quella del Baby Boom acquistano più frequentemente pollo crudo, i Millenials hanno il doppio delle probabilità di acquistarlo pre-cotto.

Quando richiesto, il 69% degli intervistati si è detto estremamente o molto preoccupato per la sicurezza alimentare, il 57% per l’uso di ormoni/steroidi e il 55% per l’uso di antibiotici. Anche se ancora bassa, cresce la percentuale di americani che da importanza al metodo di allevamento dei polli e il 26% si è dichiarato estremamente o molto interessato all’argomento (percentuale pari al 19% l’anno scorso). Tra le motivazioni che spingono all’acquisto del pollo rispetto ad altri tipi di carne vi è il fattore salutistico, la versatilità e la convenienza.

I consumatori sono molo esposti alla copertura mediatica relativa alla cura dei polli. Circa il 75% degli intervistati dicono di aver visto articoli nell’ultimo anno, e la maggior parte sono ritenuti neutrali o negativi.

Tutti gli intervistati si considerano competenti in tema di allevamento, ma la maggioranza di loro ha percezioni non corrette. In un esercizio in cui è stato chiesto di identificare alcune dichiarazioni sull’allevamento come “vere” o “false”, la maggioranza ha risposto in modo errato con riferimento alla maggior parte delle dichiarazioni.

L’indagine, disponibile online, è stata commissionata dal National Chicken Council e condotta online, su un campione di 1.013 adulti, da ORC International, dal 5 al 8 giugno 2017,. Il finanziamento è stato fornito da Elanco e Watt Global Media.

Fonte WattAgNet