Negli USA in aumento la produzione avicola

Lo sorso dicembre gli Stati Uniti hanno prodotto un po’ meno polli e tacchini del previsto. Ma le stime del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) per il 2017 sembrano più promettenti.

Secondo l’ultimo rapporto “USDA Outlook”, nel quarto trimestre 2016 la produzione USA di broiler e tacchini è leggermente calata, ma la produzione di broiler risulta in aumento nel primo trimestre del 2017, grazie al gran numero di incubazioni effettuate e a una evidente ripresa del peso dei polli.

Sebbene a dicembre la produzione di tacchini sia stata inferiore del previsto, le aspettative per le scorte di tacchino 2016 sono aumentate a 245 milioni di libbre, grazie a scorte più elevate del previsto a partire dal 30 novembre. Si tratta dello stock maggiore dal 2012.si prevede inoltre che le scorte di fine 2017 aumenteranno fino a 275 milioni di libbre.

I dati di dicembre relative alle ovaiole da tavola, mostrano una produzione record di uova da consumo, a fronte di un notevole incremento delle galline ovaiole disponibili. La stima della produzione del quarto trimestre 2016 è rimasta invariata, con produzione di appena al di sotto del record del 2014. Le previsioni per il primo trimestre del 2017 parlano di un aumento di 10 milioni di dozzine di uova.

Le esportazioni di polli da carne e tacchino per il 2016 sono inferiori rispetto alle previsioni fatte. Le esportazioni previste per il 2017 sono invece rimaste invariate. Vi è incertezza sugli effetti della domanda a causa dei focolai di influenza aviaria che interessano diversi paesi europei ed asiatici. Gli Stati Uniti possono invece rispondere ad una maggiore domanda da parte di mercati come il Sudafrica e le Filippine, dove sono state messe in atto le relative restrizioni commerciali.

La previsione per le esportazioni di uova nel 2017 è stata rivista al rialzo, grazie al focolaio di influenza aviaria in Corea del Sud, che ha aumentato il livello atteso della domanda di uova e ovoprodotti degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, l’USDA ritiene che il recente deprezzamento del peso messicano potrebbe creare un ostacolo per le esportazioni di prodotti animali statunitensi. Ai primi di gennaio, il valore del peso è sceso di quasi il 20% rispetto al suo valore di gennaio 2016. Il Messico è ritenuto, in termini di volume, la principale destinazione dei prodotti suinicoli, avicoli e lattiero-caseari degli USA.

Fonte The Poultry Site