Necessario un uso razionale degli antibiotici nel settore agricolo

Nelle comunità zootecniche e tra i veterinari vi è un consenso diffuso sulla necessità di un uso giudizioso e legale degli antibiotici per prevenire, controllare e trattare le malattie. Questa visione è stata confermata dai rappresentanti di diverse organizzazioni che hanno partecipato al Pubblic Meeting of the Presidential Advisory Council on Combating Antibiotic-Resistant Bacteria (PACCARB) che si è tenuto in settimana a Washington.

Il Gruppo di esperti, moderato dalla vice presidente di PACCARB Lonnie King, comprendeva Thomas Meyer dell’Associazione Medica Veterinaria Americana, Andrew Maccabe dell’Associazione delle università mediche veterinarie americane, Fred Gingrich dell’Associazione Americana del settore dei Bovini, Locke Karriker dell’Associazione Americana dei veterinari di suini, Jeffrey Simmons di Elanco Animal Health e Richard Carnevale, dell’Animal Health Institute

Diversi membri del Panel hanno ribadito che gli antibiotici mantengono gli animali in buona salute e quindi garantiscono la sicurezza degli alimenti:animali sani producono cibo sano“, ha sentenziato Meyer.

Simmons ha rilanciato, ricordando che “animali sani fanno persone sane e un ambiente sano“, sottolineando inoltre la differenza tra l’eliminazione degli antibiotici e il loro uso giudizioso.Uso responsabile non significa evitarne l’uso, dato che eliminare gli antibiotici non significa eliminare la malattia“. Simmons ha anche spiegato che gli animali malati non trattati causerebbero un rischio maggiore per la salute umana rispetto al trattamento antibiotico degli animali e che, se tutti i medicinali venissero rimossi dalla produzione animale, un maggior numero di animali contrarrebbe le malattie. 

Gli antimicrobici sono una parte importante degli strumenti che il veterinario ha a disposizione” ha detto Meyer. “Gli antibiotici, se usati correttamente, possono salvare vite“.

Carnevale gli ha fatto eco, spiegando che la comunità veterinaria cerca di fare del suo meglio per prevenire le malattie con i vaccini, ma gli antibiotici sono ancora necessari laddove la prevenzione non risulti sufficiente. Insieme a Simmons ha convenuto che la comunità che si occupa di salute animale ha bisogno di sviluppare nuovi vaccini, nuovi antimicrobici e nuove alternative per mantenere in salute gli animali da reddito degli Stati Uniti.

Il risultato ottimale sarebbe ottenere un buon livello di salute animale senza antimicrobici. Ma è necessario un meccanismo basato sulla scienza per garantire la salute dei nostri animali” ha detto Karriker.

Carnevale ha affrontato il tema che definisce come “tendenza perturbatrice” verso la promozione di etichettature prive di antibiotici sui pacchetti alimentari. “L’etichettatura antibiotic-free ha molte conseguenze non intenzionali” ha detto, osservando che non vi è alcuna prova che il cibo prodotto da animali allevati senza antibiotici sia più sicuro rispetto a quello prodotto da animali allevati convenzionalmente. Per Carnevale sui prodotti etichettati “libero da antibiotici” o “prodotto senza antibiotici” dovrebbe essere aggiunta l’avvertenza che quei cibi non sono più sicuri di quelli prodotti in maniera convenzionale.

Secondo Simmons l’industria zootecnica deve fare un lavoro volto alla informazione verso i consumatori. “Una delle mie preoccupazioni è che l’etichettatura e il marketing sono più avanti rispetto alla scienza. Non possiamo proseguire senza il suo supporto”. Simmons ha anche detto che l’industria delle proteine animali ha bisogno di capire meglio i consumatori e lavorare insieme a loro.Il cibo non è mai stato tanto personale quanto in questo periodo. che è oggi. Il brand del consumatore è il suo frigorifero”.

Fonte WattAgNet