Nasce il Consorzio di tutela del suino italiano

Vogliamo essere protagonisti in un film che finora ci ha visto solo come comparse”. Con questo slogan Giuseppe Ferrari, presidente del neo costituito Consorzio di Garanzia del Suino Italiano, ha salutato i giornalisti e i numerosi ospiti alla conferenza di presentazione che si è svolta il 9 febbraio.

È la prima volta che un’iniziativa di tutela del suino ‘nato cresciuto ed allevato in Italia’ parte dal mondo dei produttori, pur coinvolgendo l’intera filiera. Voglio sottolineare che non è nostra intenzione entrare in concorrenza con le Dop, per cui non certificheremo le cosce. Puntiamo alla valorizzazione e alla marchiatura del resto del suino, anche di quello pesante”.

A salutare il consorzio l’intera filiera del suino e buona parte del mondo agricolo.

L’Assessore regionale lombardo Gianni Fava, pur rimarcando che “si tratta di un’iniziativa privata”, condivide l’idea che ritiene “fondamentale per rimarginare un’emorragia nei consumi. Oggi il consumatore chiede tre cose, che si rispetti il benessere animale, si abbatta l’uso degli antibiotici e dei farmaci e che gli allevamenti siano sostenibili. Il mercato deve tenerne conto. Non mancherà l’appoggio dell’amministrazione regionale, se questo progetto si rivelerà inclusivo e condiviso da tutti”.

Nicola Levoni, Presidente di Assica, l’associazione degli industriali delle carni e dei salumi, dichiara di avere “a cuore la valorizzazione dei tagli di carne esclusi dalle Dop, anche per tutelare quel patrimonio di tradizione e valori positivi legati alle nostre produzioni, che spesso sono sconosciuti al consumatore”.

Un assist raccolto da Mario Guidi, presidente nazionale di Confagricoltura: “dobbiamo rassicurare un consumatore spaventato anche da un accanimento mediatico di alcune trasmissioni nei confronti delle nostre produzioni”.

Concorde sulla valorizzazione del suino anche il presidente della Coldiretti di Mantova, Paolo Carra, che si augura il successo dell’iniziativa “in cui siamo tutti coinvolti, perché sono quindici anni che sosteniamo l’importanza di valorizzare il made in Italy. Speriamo sia la giusta via. Stiamo aspettando il disciplinare definitivo per poter dare una valutazione tecnica dell’iniziativa”.

Auspica una condivisione della filiera il direttore della Cia Mario Lanzi. “Abbiamo visto iniziative simili terminare in nulla senza una reale unità di intenti di tutta la filiera, il valore aggiunto espresso dalla marchiatura non si potrà capitalizzare”.

Fonte La Gazzetta di Mantova