Monitorare gli uccelli selvatici per rallentare la diffusione dell’aviaria

Secondo gli esperti il monitoraggio delle rotte migratorie degli uccelli selvatici potrebbe contribuire a fornire tempestivamente indicazioni su eventuali focolai di influenza aviaria. La raccomandazione arriva a seguito di una ricerca realizzata da 32 istituzioni in tutto il mondo, che mostra quanto le rotte di migrazione degli uccelli possano contribuire a diffondere il virus dell’aviaria.

I ricercatori hanno studiato come il sottotipo di influenza aviaria H5N8, che ha avuto inizio nei primi mesi del 2014 in Corea del Sud, si è potuto diffondere in tre continente. Il virus ha infatti raggiunto Giappone, Nord America ed Europa, causando diversi focolai tra l’autunno 2014 e la primavera del 2015.

Gli scienziati hanno analizzato i modelli di migrazione degli uccelli selvatici che sono stati trovati positivi al virus H5N8. Il team ha quindi confrontato il codice genetico dei virus isolati dagli uccelli infetti raccolti in 16 diversi paesi. I dati raccolti rivelano che il ceppo H5N8 è stato probabilmente “trasportato” attraverso rotte di migrazione a lunga distanza, da uccelli selvatici che dall’Asia hanno raggiunto Europa e poi Nord America, attraversando i loro siti di riproduzione nell’Artico.

Secondo i ricercatori questi risultati rafforzano l’esigenza di mantenere severe aree protezione ed esclusione per tenere fuori gli uccelli selvatici dagli allevamenti di pollame. Nei luoghi di riproduzione una maggiore sorveglianza degli uccelli selvatici potrebbe poi contribuire a segnalare tempestivamente minacce di ceppi specifici di virus influenzale sia per gli uccelli che le persone.

La Dottoressa Samantha Lycett, del Roslin Institute dell’Università di Edimburgo, autrice della ricerca, ha detto che “l’influenza aviaria è una grave minaccia per la salute e il benessere dei polli d’allevamento di tutto il mondo. I nostri risultati dimostrano che con una buona sorveglianza, una rapida condivisione dei dati e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, siamo in grado di tenere traccia di come le infezioni si diffondono in tutti i continenti“.

Fonte The Poultry Site