Migliorare la popolazione microbica del pollame

Il tratto gastrointestinale è uno degli ambienti microbici più diverso e conosciuto. Nell’intestino si trovano oltre 10.000 specie di batteri. Questa popolazione microbica vive in rapporto simbiotico (reciprocamente vantaggioso) con l’ospite, che si è evoluto nel corso di milioni di anni. Ma la tipica popolazione microbica intestinale non è “sintonizzata” per garantire la massima efficienza produttiva, la salute degli animali, o la sicurezza alimentare. Ad esempio, circa il 10% dell’energia utilizzata dal pollame proviene dalla fermentazione dei mangimi da parte dei batteri intestinali. Il processo di fermentazione è energeticamente inefficiente perché avviene in assenza di ossigeno; ma le condizioni anaerobiche dell’intestino permettono ai batteri di trasformare una grande varietà di mangimi.

Negli ultimi anni, sono state pubblicate centinaia di informazioni sulla popolazione microbica dell’intestino, e gran parte della ricerca si è concentrata sulla potenza del “microbioma”. Studi effettuati tra diverse specie hanno individuato che modificando la composizione dell’ecosistema microbico è possibile alterare profondamente la fisiologia dell’animale ospite, così come il livello di obesità.

Il rapporto tra i phyla batterici (grandi gruppi di specie) Firmicutes:Bacteroidetes presenti nel tratto intestinale dei topi è stato correlato allo sviluppo dell’obesità. Altri ricercatori hanno scoperto che i topi allevati “germ-free” potrebbero essere alimentati con il 30% in più di calorie rispetto ai topi convenzionali senza diventare obesi. Studi condotti sugli esseri umani hanno permesso di scoprire che ci sono alcuni gruppi di batteri (tra cui Roseburia e Eubacterium) collegati con l’aumento dell’obesità, e di conseguenza a una maggiore “efficienza alimentare”.

Sebbene alcuni dei dati relativi agli animali ospiti tenda a variare o sia contraddittoria, appare generalmente chiaro che è il Firmicutes, piuttosto che il Bacteroidetes, ad essere maggiormente legato all’obesità o alla maggiore efficienza alimentare. Complessivamente questi dati offrono una panoramica di quello che è possibile ottenere in termini di equilibrio microbico, che permette quindi di migliorare le performance di crescita e l’efficienza della produzione dei animali da reddito.

L’industria del pollame offre una interessante opportunità di modificare la composizione microbica dei pulcini a cominciare dai primi giorni di vita. Con la crescita, la popolazione microbica dell’intestino cambia drasticamente. Al momento della schiusa, l’intestino del pulcino è essenzialmente sterile, ma viene rapidamente colonizzato dai batteri dalla gallina, del guscio d’uovo, e/o dall’ambiente. La popolazione microbica aumenta rapidamente in densità e aumenta allo stesso tempo la sua composizione, con uno spostamento della popolazione verso batteri che producono acido lattico, che in poco tempo fermentano gli alimenti forniti al pollame.

Altri studi hanno scoperto che un aumento della densità e della diversità microbica dell’intestino rende gli uccelli più resistenti alla colonizzazione da parte di agenti patogeni di origine alimentare e animale che possono influenzare le successive consumatori umani.

Per sfruttare la potenza della popolazione microbica, alcuni studi si sono concentrati su metodi non-antibiotici per migliorare le prestazioni e la salute dell’animale oltre alla sicurezza alimentare. Uno dei metodi più comuni sono le alternative dietetiche. La dieta può cambiare la popolazione microbica semplicemente fornendo ai batteri che si occupano della fermentazione sostanze diverse (ad esempio, amido rispetto alla fibra), alterando il vantaggio selettivo di alcuni gruppi batterici.

I prodotti finali della fermentazione sono più comunemente acidi grassi volatili (VFA) che vengono assorbiti per fornire energia utile alla crescita dell’ospite. I VFA forniscono energia anche per la crescita delle cellule intestinali, portando ad un aumento della capacità di assorbimento dei nutrienti nell’intestino. L’aumento dei livelli di VFA può portare ad un aumento del bilancio energetico dell’animale ospite, e quindi alla creazione di riserve di grasso depositato se l’energia risulta in eccesso rispetto alle esigenze degli animali. I cambiamenti della dieta sono però un metodo troppo generico per alterare la popolazione microbica, e non possono avere come target batteri specifici, e quindi sono necessari approcci più mirati o su misura.

Gli approcci probiotici (tra cui l’esclusione competitiva, i prodotti probiotici e quelli prebiotici) sono tornati di interesse. I probiotici utilizzati negli animali sono noti come microbici alimentari (Direct-fed microbials-DFM) e sono batteri o colture fungine, possono essere fermenti vivi o morti, e possono includere prodotti finali della fermentazione.  L’obiettivo dei probiotici è fornire una popolazione batterica che migliori l’efficienza della crescita o della salute degli animali. Se i probiotici vengono utilizzati nei pulcini appena nati si parla di “esclusione competitiva”, tecnica spesso utilizzata per migliorare il guadagno di peso e l’energia dopo la schiusa.  I probiotici sono anche utilizzati per escludere che alcuni batteri patogeni colonizzino l’intestino. Si sono dimostrati efficaci nella riduzione della carica batterica patogena.

I prebiotici rappresentano sia un intervento dietetico che un approccio probiotico. I prebiotici sono substrati, come ad esempio oligosaccaridi, che l’ospite non può digerire ma che i batteri possono fermentare. Questi composti sono fermentati dai membri specifici della popolazione microbica, fornendo loro uno “spuntino” mirato in grado di fornire loro un vantaggio concorrenziale all’interno dell’intestino.

I recenti progressi della ricerca hanno permesso di saperne di più sulla composizione e sull’impatto del microbioma sulla salute e sulla produttività. Il tasso di accelerazione delle scoperte è vertiginoso e in poco tempo è cambiata la visione sulla popolazione microbica intestinale; ora conosciamo meglio gli impatti in termini di benessere animale e produttività. Il fatto che il microbioma sia così strettamente legato alla crescita dell’animale ospite e al suo stato di energia, indica una nuova strada per migliorare l’efficienza della crescita del pollame: manipolare la popolazione microbica attraverso la dieta e gli approcci probiotici.

Fonte World Poultry