Migliorare e aumentare la produzione europea di soia

Il 4° congresso annuale della Danube Soya Association, che si è svolto recentemente a Budapest, si è concentrato sulla transizione proteica europea. Uno degli argomenti è stato la ricerca focalizzata sulla produzione europea di soia più sostenibile.

La Danube Soya Association è un’associazione no-profit, con più di 240 membri provenienti da tutta Europa e costituisce un’importante iniziativa europea nel settore agricolo. La sua attenzione è focalizzata nell’idetificazione di soia di alta qualità, non-GM, proveniente dalla regione del Danubio; già 5 paesi hanno firmato la Danube Soya Declaration per la promozione di soia non-GM prodotta in Europa.

Siamo promotori di un’agricoltura biologica e di una migliore protezione delle colture, di cui la soia è il legume più importante” ha detto durante il suo discorso di apertura Matthias Krön, fondatore e presidente dell’Associzione.

La soia è il tema centrale dell’attuale dibattito europeo sui temi dell’agricoltura e della produzione alimentare. Ogni anno oltre 40,5 milioni di tonnellate di farina e proteine di soia forniscono proteine essenziali per l’industria dei mangimi. Di queste circa il 90% vengono importate da oltreoceano.

Solo un po’ di più del 2% della superficie agricola europea è destinato alle leguminose da granella. Abbiamo bisogno che gli agricoltori ricevano i giusti incentivi per coltivare i legumi. Il nostro obiettivo è raggiungere la transizione europea delle proteine. Si tratta di una questione complessa e abbiamo bisogno di costruire un mercato anche con l’aiuto dei governi e dell’industria” ha spiegato Krön.

La conferenza di Budapest è anche l’occasione per conoscere le attività dell’Associazione: ricerca, promozione e partnership sono le 3 parole chiave. Un sistema di certificazione doppio (Danubio Soya, Europe Soya) consente alla Danube Soya Association di garantire la tracciabilità sull’intera catena: dal produttore al consumatore.  La conferenza di Budapest ha permesso inoltre di evidenziare alcuni esempi concreti: rivenditori europei che incoraggiano il passaggio dalle importazioni di soia provenienti dal Brasile ai prodotti certificati Danube Soya.

La scelta di utilizzare Danube Soya si inserisce perfettamente nella strategia del colosso Waitrose, volta a migliorare la sicurezza della catena logistica per l’approvvigionamento dei mangimi per animali provenienti da materie prime coltivate nel Regno Unito o in Europa”.

La conferenza inoltre ha permesso lo scambio di informazioni relative a nuovi mercati o a progetti di cooperazione.

Rosemarie Metz del GIZ (Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit) ha presentato gli obiettivi di un progetto di collaborazione austro-tedesco, che terminerà a marzo 2017, in Serbia e Bosnia-Erzegovina (BiH). Realizzato in collaborazione con la Danube Soya Association, il progetto comporta un aumento della zona di coltivazione della soia del 12% in Serbia e del 76% in Bosnia-Erzegovina. Al momento hanno aderito 10 aziende, certificate Danube Soya, e altre 10 stanno per essere coinvolte. Le prime uova certificate Danube Soya sono già in vendita in Serbia.

Alla conferenza erano presenti anche i delegati cinesi, ospiti di un workshop sulla cooperazione tra Europa e Cina finalizzato a sviluppare la coltivazione di soia attraverso lo scambio di risorse genetiche. Il dottor Li-Juan Qiu dell’Accademia cinese per le scienze agricole, ha presentato l’Agenda strategica Cina-UE 2020 per la cooperazione. L’Agenda è stata firmata nel 2013.

Nella ricerca per il miglioramento della soia, ci completiamo a vicenda. La collaborazione avviene attraverso scambi di germoplasma, scoperte sul gene e strategie di selezione” ha spiegato Li-Juan Qiu, ricordando che il settore ha ancora un forte potenziale di crescita.

La produzione europea di soia è passata da 3,8 milioni di tonnellate del 2012 a 6.600.000 tonnellate nel 2015 (+70%). La previsione è che nel 2020 l’Europa arriverà a produrre 10,7 milioni di tonnellate.

Fonte All About Feed