Microbiota fecale del suinetto e suscettibilità alla diarrea post-svezzamento

Nei primi periodi di vita del suinetto, l’esposizione microbica è di particolare importanza per la sua crescita, la sua salute e lo sviluppo del suo sistema immunitario. La composizione precoce del microbiota è quindi un biomarker predittivo promettente di salute e malattia, ma rimane scarsamente caratterizzata nel suino, relativamente alla suscettibilità alla diarrea.

Uno studio pubblicato su PLOS ONE ha valutato se la diversità e la composizione della popolazione batterica intestinale durante il periodo di allattamento fossero associate a differenze di suscettibilità dei suini alla diarrea post-svezzamento.

Si sono quindi svezzati 20 suinetti nati da 5 scrofe (4 suinetti/nidiata) in condizioni di stabulazione mediocri, per valutarne la suscettibilità alla diarrea post-svezzamento. Due settimane dopo lo svezzamento, 13 suini presentavano feci liquide per 2 o 3 giorni e venivano definiti come diarroici (D). Gli altri 7 suini non presentavano diarrea durante tutto il periodo sperimentale post-svezzamento e venivano definiti come sani (H).

La caratterizzazione molecolare del microbiota fecale mostrava che i suini D e H si differenziano principalmente dal 7° giorno post-natale (PND), cioè 4 settimane prima della comparsa della diarrea post-svezzamento.

Al PND 7, i suini H mostravano una minore uniformità e una maggior abbondanza di Prevotellaceae, Lachnospiraceae, Ruminocacaceae e Lactobacillaceae, rispetto ai suini D. Queste famiglie batteriche erano fortemente correlate a una maggiore abbondanza di Bacteroidetes osservata nei suini H al PND 30, una settimana prima della comparsa di diarrea.

I risultati enfatizzano l’utilità della diversità e della composizione del microbiota intestinale precoce quale indicatore di suscettibilità alla diarrea post-svezzamento. Inoltre, sostengono strategie di promozione della salute dei suini basate sull’engineering del microbiota intestinale.

Fonte Vet Journal