Mercato

Negli ultimi anni, a livello mondiale, l’industria delle proteine animali ha beneficiato di prezzi dei mangimi particolarmente bassi, che hanno stimolato un eccesso di offerta. In generale, il mercato della carne continua a crescere, anche se a un ritmo più lento degli anni precedenti. Escludendo la Cina, nel 2016, per il pollo si attende un tasso di crescita del 2,2%, restando in tutto il mondo la carne più consumata. La produzione di maiale crescerà a un tasso dello 0,7%, mentre quella del manzo allo 0,4% e le uova al 2,1%.

In Cina la tendenza è opposta. Si stima che nel 2016, il maiale crescerà a un tasso pari all’1,5%, il pollo all’ 1,6%, le uova allo 0,4% e il manzo al 2,8%. Ma le cose potrebbero anche cambiare a causa delle preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare e all’influenza aviaria, fattori che continuano ad avere un forte impatto sul mercato cinese.

Le prospettive a lungo termine sono positive; nei prossimi 20 anni, la domanda di prodotti avicoli potrebbe crescere del 65%, e quella delle uova del 50%. Il 60% della domanda di proteine arriverà dall’Asia, ma la domanda che bisogna porsi è: dove avrà luogo la produzione, dato che l’Asia non ha le risorse territoriali necessarie?

Attualmente, nuovi terreni agricoli disponibili si trovano per il 45% nell’Africa sub-sahariana, per il 10% in Brasile, per il 7% in Argentina e per l’11% in altri paesi dell’America Latina. Poco è invece rimasto nell’emisfero settentrionale, pertanto Rabobank prevede che sarà l’Africa la zona della futura produzione agricola.

In termini di costi, la produzione asiatica di pollo è tra il 30 e il 50% più costosa rispetto a quella brasiliana. Pertanto, Mulder sottolinea che “il commercio svolgerà un ruolo più importante che mai” ma sarà condizionato dalla volatilità del mercato mondiale. È un dato di fatto: la maggior parte del commercio va verso Medio Oriente, Cina e Asia.

Gli analisti di Rabobank prevedono una crescita nella produzione di pollame per tutte le regioni del mondo. Nel 2016 tra i paesi dell’America Latina, il Brasile avrà un tasso di crescita del 3,5%, il Messico dell’1,9%, la Colombia dello 0,7% e l’Argentina dello 0,7%.

Con l’aumento dei redditi a livello mondiale aumenterà anche la richiesta di cibo, compresi i prodotti avicoli. Tuttavia saranno le preoccupazioni dei consumatori a guidare i cambiamenti delle industrie mondiali, in particolare delle economie sviluppate. Questioni come la produzione senza impiego di antibiotici e le differenti tipologie di allevamento delle galline ovaiole stanno coinvolgendo anche le economie emergenti.  I cosiddetti polli “premium” potrebbero quindi diventare un’opportunità di mercato in alcune economie.

In Asia l’attenzione degli investitori si sta allontanando dalla Cina verso altri paesi del sud-est asiatico, come l’Indonesia, le Filippine e il Myanmar. In Europa, le nazioni dell’Est stanno crescendo sia in termini di mercato locale che di esportazioni; la Polonia, ad esempio, ha l’economia con il maggior tasso di crescita, circa l’11%.

Ma ancora una volta, Rabobank sottolinea il ruolo dell’Africa sub-sahariana la cui crescita economica sta ridisegnando il mercato.

Per mitigare il rischio dell’influenza aviaria, gli importatori dovranno rivolgersi a un numero limitato di fornitori, ma ci saranno sempre più opportunità nel futuro, soprattutto provenienti da paesi come l’Ucraina, l’Argentina e la Russia sia per il pollo intero che per i tagli.

L’influenza aviaria sta cambiando, in termini di distribuzione e compartimentazione, anche l’offerta dei riproduttori e sono sempre di più i programmi locali finalizzati a ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Guardando al futuro, Rabobank afferma che molte aziende dei paesi emergenti entreranno nella lista dei migliori produttori, e quindi sempre di più ci si rivolgerà a nazioni in via di sviluppo. L’internazionalizzazione del settore della carne continuerà. L’industria del pollame, in particolare, si sta muovendo verso Brasile, Thailandia e Russia, ma stanno prendendo sempre più piede anche paesi dell’Africa e dell’Asia come l’Indonesia e la Cina.