Marketing intelligente per stimolare la scelta delle uova

Una buona campagna di marketing, e la comprensione dei bisogni dei consumatori, possono sembrare obiettivi inarrivabili. Ma nel corso dell’ultima conferenza dell’International Egg Commission, tenuta in aprile a Monte Carlo, sono stati forniti alcuni utili suggerimenti per il settore delle uova.

Due eminenti professori nel campo alimentare hanno fornito infatti alcune intuizioni. Il primo è stato il professor David Hughes, dell’Imperial College di Londra, che si è occupato di capire come i Millenials stanno riscrivendo le regole della cena.

In tutto il mondo, il consumo di proteine provenienti dalla carne, sta crescendo a un tasso di circa il 2%, ma in molti paesi occidentali è in declino. Sempre di più diminuiscono i pasti che prevedono un pezzo di carne, in alcuni casi viene addirittura esclusa. Nel contempo, nella dieta in generale, prendono piede i cosiddetti “grani antichi come la quinoa o le proteine a base di latte: i modelli classici di colazione, pranzo e cena vengono sostituiti da continui spuntini.

E per avere la prova che questa tendenza sta spopolando, basta osservare le acquisizioni dei giganti agroalimentari, ha spiegato Hughes. L’anno scorso Monde Nissin (che nel 2015/16 ha superato i 4,6 miliardi di dollari) ha acquistato la società Quorn che si occupa di sostituti della carne, mentre Danone (fatturato 24,44 miliardi di dollari nel 2015) ha acquistato il marchio di latte di mandorle Alpro. Hampton Creek, che fa una maionese senza uova, ha il sostegno di Bill Gates.

Le sfide sono quindi tante, e come si comportano le uova di solito percepite come un prodotto naturale non stagionato? “Penso che sia necessario capitalizzare gli attributi naturali delle uova, che sono in sintonia con i valori dei consumatori Millenials: la semplicità” ha spiegato Hughes che ha inoltre illustrato cosa può essere fatto per stimolare i consumatori. Ha per esempio spiegato che il modo in cui sono esposte le uova è noioso: in Asia stanno invece cercando di rendere gli espositori di uova più interessanti, mettendoli maggiormente in evidenza e allestendoli come quelli del pesce e del pane.

Secondo il professor Charles Spence dell’Università di Oxford un modo per catturare l’immaginazione degli acquirenti è coinvolgere, oltre alla vista, anche gli altri sensi:Attirando più sensi al momento dell’acquisto o nel punto di consumo, sarà possibile creare esperienze più stimolati che affascinano le persone sia razionalmente che emotivamente“.

Il settore che si dedica al marketing delle uova può fare di più per incoraggiare i consumatori a comprare, per esempio rendendo le scatole più piacevoli al tatto. Altri suggerimenti riguardano sempre il packaging che potrebbe essere trasparente: oppure, presso l’espositore, è possibile prevedere la diffusione dei suoni di un allevamento di galline per coinvolgere maggiormente il consumatore e stimolarlo all’acquisto.

Fonte Poultry World