L’Onu sull’antibiotico resistenza “Nessun paese, settore o organizzazione può affrontare questo problema da solo”

Riuniti a New York nel consesso dell’Onu, i capi di Stato si sono impegnati per la prima volta ad adottare un approccio ampio e coordinato per affrontare le cause della resistenza antimicrobica (Amr), che ha luogo quando batteri, virus, parassiti e funghi sviluppano resistenza contro i farmaci che in precedenza erano in grado di curarli.

Gli alti livelli di Amr già riscontrati oggi nel mondo sono il risultato di un uso eccessivo e di un abuso nell’impiego di antibiotici e altri antimicrobici negli esseri umani, negli animali (compresi i pesci d’allevamento), e nelle colture, così come la diffusione di residui di questi farmaci nel suolo, nelle coltivazione e nell’acqua; ecco perché nel contesto più ampio dell’impegno contro l’Amr la resistenza agli antibiotici è considerata il rischio globale maggiore e più urgente e richiede attenzione sia a livello internazionale che nazionale.

La resistenza antimicrobica minaccia il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e richiede una risposta globale” ha spiegato il presidente della 71a sessione dell’assemblea generale Onu, Peter Thomson Gli Stati membri hanno raggiunto un accordo su una forte dichiarazione politica che fornisce una buona base per la comunità internazionale per andare avanti. Nessun paese, settore o organizzazione può affrontare questo problema da solo”.

I Paesi hanno riaffermato il loro impegno a sviluppare piani d’azione nazionali in materia di Amr, basandosi sul Piano d’azione globale sulla resistenza antimicrobica – il progetto per affrontare Amr sviluppato nel 2015 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in coordinamento con l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (Fao) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie). Piani di questo tipo, sottolineano dalle istituzioni, sono necessari per comprendere pienamento la scala del problema e fermare l’abuso di farmaci antimicrobici per la salute umana, per quella animale e per l’agricoltura.

La resistenza antimicrobica costituisce una grossa minaccia per la salute umana, lo sviluppo e la sicurezza”  chiosa Margaret Chan, direttrice generale dell’Oms “Gli impegni presi oggi devono adesso tradursi in interventi rapidi, efficaci, e salvavita per la salute umana, per quella animale e quella dell’ambiente. Non c’è tempo da perdere”.

Fonte Greenreport.it