L’omeopatia è efficace per l’allevamento?

E’ possibile considerare l’omeopatia come un’alternativa agli antibiotici? Un meta-studio ha esaminato decine di test effettuati dal 1981, e ha raggiunto la seguente conclusione: in determinate condizioni, una potenziale efficacia medica dell’omeopatia non si può escludere.

L’omeopatia, sviluppata in Europa occidentale, si compone di una serie di trattamenti basati “sulla legge dei simili”. In omeopatia, le sostanze che dovrebbero creare sintomi negativi sono estremamente diluite e quindi utilizzate per trattare gli stessi sintomi che si sarebbero creati attraverso la sostanza originale.

All’interno della comunità scientifica e della pratica veterinaria, l’uso dell’omeopatia negli animali da reddito è molto controverso. Questo non significa, che tuttavia questi rimedi non vengano utilizzato. Per esempio negli allevamenti biologici è molto pubblicizzato. Ma l’omeopatia funziona davvero?

Per la prima volta, è stata condotta una revisione delle pubblicazioni relative all’efficacia dell’omeopatia sugli animali da reddito. Lo studio, pubblicato dal Dipartimento della nutrizione e della salute animale dell’Università di Kassel, in Germania, ha osservato 52 studi clinici (di cui 34 relativi al bestiame, 12 ai maiali e 6 al pollame), per individuare gli esiti relativi all’utilizzo dei rimedi omeopatici per prevenire o trattare alcune malattie, normalmente trattate con antimicrobici.  Gli studi sono stati analizzati in base alle condizioni sanitarie europee, o situazioni comparabili, in merito ad accasamento, razze, allevamenti intensivi.

La revisione ha mostrato che negli studi clinici lo scopo principale dei rimedi omeopatici è la prevenzione della malattia (in complessivi 30 studi, compresi 6 studi volti ad una buona salute generale o a una stimolazione della crescita). Inoltre, 18 studi fanno riferimento a trattamenti terapeutici della malattia, mentre 4 si sono focalizzati sul trattamento metafilattico (farmaco somministrato prima della comparsa dei segni clinici in allevamento). La ragione per cui sono stati usati i rimedi omeopatici per curare le malattie è stato diverso per ogni specie.

In tutto, 28 studi (54%) sono stati in grado di confermare l’efficacia del rimedio omeopatico somministrato, mentre per 22 (42%) non è stato riportato alcun beneficio, confrontando i risultati con un gruppo placebo o gruppo non trattato.  In 2 casi (4%) si sono registrati risultati inconcludenti.

Considerando una singola specie, solo gli studi relativi al trattamento dei maiali hanno fatto rilevare i trattamenti maggiormente efficaci, mentre quelli su bovini o pollame hanno fatto registrare una distribuzione simile in termini di efficacia o non efficacia del trattamento.

Per fornire informazioni sui tassi di guarigione, sono stati ulteriormente analizzati 18 studi clinici su 52, che facevano riferimento a rimedi omeopatici somministrati per motivi esclusivamente terapeutici.  Solo 10 di questi studi hanno fatto dato informazioni sui tassi di guarigione, mentre 8 studi non li hanno dati affatto. L’efficacia del rimedio omeopatico è invece stata valutata sulla base di altri criteri come, ad esempio, il numero di trattamenti ricorrenti, la mortalità, la durata della diarrea, i parametri di fertilità, la produzione di latte, e così via.

Per quanto riguarda i risultati ottenuti sui suini sono stati identificati 12 studi. Di questi in 9 il rimedio omeopatico è stato considerato efficace, mentre 2 non è stato possibile identificarne l’efficacia e in 1 il test è risultato inconcludente.
I vari risultati sembrano non essere correlati al disegno dello studio. Gli studi osservazionali e gli studi controllati randomizzati aperti (RCT), così come gli RCT singoli o gli RCT double-blind, sono stati eseguiti sia in caso di efficacia, che in caso di inefficacia o in caso di risultati inconcludenti.

Per quanto riguarda i risultati specifici sul pollame, sono stati individuati solo 6 studi, e questi riguardavano trattamenti relativi ai polli. L’efficacia del trattamento omeopatico è stata dimostrata in 4 di questi.

In conclusione in un numero considerevole di studi, un’efficacia significativa è stata maggiore per i rimedi omeopatici registrati per un gruppo di controllo. Pertanto, non si può escludere, in determinate situazioni, una potenziale efficacia medica dell’omeopatia. Tuttavia, questo non significa necessariamente che i rimedi omeopatici siano efficaci se testati in condizioni diverse.

Tutti gli studi analizzati sono stati condotti in condizioni molto specifiche, ma nessuna prova è stata ripetuta in modo comparabile. Così, gli studi precedenti non possono essere generalizzati e devono essere considerati come singolo caso di studio.

Quando si trattano gli animali la priorità dovrebbe essere sempre applicare il trattamento più efficace e prevenire inutili sofferenze all’animale, se non altro per le ragioni legate al suo benessere. A causa della scarsa conoscenza degli effetti dei rimedi omeopatici, giusti livelli di benessere possono essere raggiunti solo attraverso il controllo e il monitoraggio del successo del trattamento nelle condizioni adeguate. A causa della mancanza di validità prognostica, la riduzione o la sostituzione degli antibiotici con l’omeopatia non può essere attualmente raccomandata, almeno finché le prove di efficacia siano riprodotte attraverso RCT e provate in diverse condizioni di allevamento.

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