L’influenza aviaria e le esportazioni dell’Ucraina

Da novembre 2016, il Servizio di stato per gli alimenti dell’Ucraina ha registrato nove focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (AI) nelle regioni di Kharkiv, Odessa e Chernihiv. Nei primi mesi del 2017, diversi paesi hanno imposto restrizioni e persino vietato le importazioni di uova e pollame provenienti da questo paese, provocando pesanti conseguenze.

Sebbene i focolai interessino solo un ristretto numero di aree, e non coinvolgono le principali regioni avicole del paese, il virus ha comunque causato danni alle esportazioni. A partire dal 20 marzo Yemen, Iraq, Giordania, Qatar e Cina, hanno infatti istituito il divieto totale di importare prodotti avicoli da tutta l’Ucraina, mentre Unione europea, Arabia Saudita, Hong Kong, Emirati arabi, Bielorussia e Moldavia hanno limitato il divieto alle aree direttamente colpite dal virus.

In Ucraina l’ultimo episodio di influenza aviaria è stato registrato mesi fa, ma parlando ad una recente conferenza stampa Volodimir Lapa, capo del Servizio, ha dichiarato che nei prossimi mesi i rischi legati all’influenza aviaria potranno aumentare, soprattutto a causa delle nuove rotte migratorie primaverili degli uccelli selvatici. L’ultima volta che l’Ucraina ha affrontato un’epidemia di influenza aviaria è stata nel 2008, ma in quell’occasione l’impatto è stato molto limitato, soprattutto perché l’industria avicola del paese non produceva quanto adesso.

Negli ultimi anni i livelli di esportazione dei prodotti avicoli ucraini sono cresciuti notevolmente, e sono sempre più importanti per l’industria del paese. L’ulteriore diffusione dell’influenza aviaria potrebbe comportare gravi sfide all’industria nazionale. Eugeniy Dvornik, consulente del mercato agricolo dell’Ukraine’s Club of Agricultural Business (UCAB) ha dichiarato che, negli ultimi anni, sono state proprio le esportazioni a determinare la crescita dell’industria avicola del paese e che probabilmente saranno di ulteriore stimolo anche nel futuro. L’Ucraina produce circa 1,1-1,2 milioni di tonnellate di carni avicole l’anno: il vasto numero di mercati esportativi e il lavoro di squadra tra imprese e governi hanno contribuito ad aprire nuovi mercati.  Tuttavia, nel caso di una ulteriore diffusione dell’influenza aviaria, sia la produzione che l’esportazione di carni avicole potrebbero subire danni. Dvornik ha aggiunto che al momento l’industria delle uova dell’Ucraina è costituita da un mix di aziende agricole e allevamenti da cortile. La quota della produzione di questi ultimi non supera il 15% del totale.

Oleg Katerynych, vice direttore del Dipartimento di ricerca avicola dell’Accademia Nazionale delle Scienze Agrarie dell’Ucraina, ha dichiarato che malgrado una piccola diminuzione delle prestazioni produttive dell’industria del pollame, nei prossimi anni è prevista un’ulteriore crescita, principalmente grazie all’apertura di nuovi impianti nelle province di Vinnitsa e Kiev. Secondo Katerynych, nei prossimi 8 anni l’industria sarà in grado di aggiungere capacità produttiva per quasi 180.000 tonnellate di pollame, soprattutto carne di pollo. Viene inoltre previsto un leggero aumento dei segmenti relativi alla produzione di carne di anatra, tacchino e oca.

Fonte World Poultry