L’influenza aviaria colpisce di nuovo in Asia, Africa e Europa

Negli ultimi tempi nuovi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sono stati riportati in Vietnam, Cina e Taiwan, ma anche in Sudafrica e in Italia.

Come si legge nella relazione dell’Autorità veterinaria vietnamita all’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE), dopo una breve tregua di appena quattro settimane, la variante H5N1 del virus HPAI è tornata a colpire il pollame del paese. Nell’ultima settimana di agosto, il virus è stato individuato nel sud del Vietnam in un allevamento da cortile con 3.200 uccelli dopo che 600 di loro erano morti.

Nella seconda settimana di agosto, in un allevamento della provincia cinese di Guizhou, oltre 9.700 quaglie domestiche, di un allevamento che ne conta oltre 21.000, sono morte, e la relazione ufficiale all’OIE, conferma la la presenza del virus dell’aviaria H5N6, ceppo che non si rilevava dall’agosto 2016.

Il ceppo di aviaria H5N2 continua ad affliggere il settore del pollame di Taiwan. L’autorità veterinaria ha informato l’OIE di due nuovi focolai. Uno è stato rilevato in un allevamento di oltre 18.000 capi, e un’altro è stato individuato in tre polli all’interno di un macello privato illegale nella contea di Chiayi. Al momento si sta cercando di rintracciare l’allevamento d’origine.

Il Segretario dell’Agricoltura delle Filippine, Manny Piñol, ha annunciato che nel paese l’allarme aviaria è rientrato. Sono state rimosse le restrizioni alle esportazioni su tutto il pollame prodotto negli allevamenti distanti di almeno un chilometro dalle aziende precedentemente interessate.

In Africa, 3 delle 4 ultime epidemie di H5N8 hanno colpito struzzi commerciali del Sudafrica. In totale 102 casi. Secondo la relazione ufficiale dell’OIE, è stato colpito anche un altro allevamento con oltre 18.000 anatre commerciali di Città del Capo, che ha comportato la morte di oltre 5.500 capi. Il numero totale di focolai del paese è arrivato a 28.
Le autorità sudafricane hanno inoltre informato l’OIE di 7 nuovi focolai di HPAI rilevati in uccelli diversi dal pollame.

In Zimbabwe, uno focolaio di H5N8, rilevato a maggio, ha riguardato solo un allevamento di pollame di circa due milioni di uccelli.

Diversi focolai di influenza aviaria sono stati rilevati anche In Italia, in particolare in Lombardia e Veneto. In tutti i casi sono state immediatamente disposte ed applicate le misure di contrasto e sorveglianza previste dalla legge.

La sorveglianza sugli uccelli selvatici effettuata in altri paesi europei ha rivelato che la variante H5N8 del virus non è ancora uscito dal continente. Il virus è stato recentemente rilevato in alcune anatre selvatiche trovate morte in due cantoni svizzeri, e in un parco naturale della regione tedesca della Sassonia-Anhalt.

I casi europei hanno spinto il Dipartimento agricolo del Regno Unito (Defra) ad allertare gli allevatori del paese. “Anche se non aver avuto casi di aviaria per circa due mesi è senza dubbio una buona notizia, la malattia rimane una minaccia, soprattutto con l’avvicinarsi dei mesi più freddi“, ha affermato Nigel Gibbens, responsabile dell’Ufficio veterinario britannico “Alcune semplici regole, come una pulizia e una disinfenzione regolare dei capannoni, e avvisare le autorità in caso di anomalie, possono veramente aiutare a ridurre il rischio di infezione”.

Lo corso anno il ceppo H5N8 è stato rilevato negli allevamenti di 13 paesi europei.

Fonte WattAgNet