“L’industria dei mangimi sta crescendo e si sta consolidando”

La produzione internazionale di mangimi ha, per la prima volta, superato il miliardo di tonnellate metriche. È il dato che emerge dal Sondaggio 2017 di Alltech. All About Feed ne ha parlato con Aidan Connolly, Direttore settore innovazione e Vice Presidente corporate di Alltech.

Secondo Connolly il risultato più eclatante emerso dal sondaggio di quest’anno è “che l’industria dei mangimi ha superato 1 miliardo di tonnellate, ma il numero di mangimifici è minore. Questo dato è indicativo della fase di consolidamento che il settore sta vivendo, probabilmente legato allo stesso fenomeno che sta interessando l’industria zootecnica e alla specializzazione nel settore dei mangimi. Altri punti salienti sono la crescita registrata in Vietnam, Messico e Spagna. L’Africa molto probabilmente caratterizzerà il mercato dei prossimi anni. Le potenziali stime di crescita sono basate su un basso livello di produzione di mangimi per persona, e dal fatto che il prodotto interno lordoè molto elevato, e quindi si registreranno sviluppi molto significativi in quella regione.

In Africa ogni anno, aumenta la produzione di mangimi e si continua a parlare del potenziale di quest’area geografica. Ma ancora nessuno parla dell’Africa in termini di qualità ed efficienza. Secondo Connelly al momento infatti “non c’è la possibilità valutare con precisione la produzione africana, così come avviene in altre aree. E’ tuttavia chiaro che rispetto ad altre regioni la quantità dei mangimi prodotta è molto bassa, soprattutto per l’elevato costo delle materie prime, delle inefficienze produttive e dell’alto costo della produzione zootecnica, e quindi della carne, del latte e delle uova. La Nigeria ad esempio ha raggiunto livelli di produzione dei mangimi simili a quelli di alcuni paesi del Sud America, ma ha un potenziale 10 volte maggiore”.

Per quanto riguarda il Messico le stime sulla produzione dei mangimi sono in aumento, e attualmente rappresentano il 20% della produzione totale dell’America Latina. Alcune modifiche dei dati riguardano il nostro metodo di analisi dei dati, in particolare nei settori delle ovaiole e dei prodotti lattiero-caseari, ma un incremento si è registrato anche nelle industrie del manzo, dei tacchini e dagli animali da compagnia. Il Messico produce essenzialmente per il mercato locale ma potrebbe essere anche un esportatore verso gli Stati Uniti, se ovviamente la nuova politica Trump non influenzerà questo genere di commercio”.

La produzione di mangimi sta crescendo anche in Europa a un tasso di crescita del “3,4%. Si tratta di una sana crescita, nonostante i cambiamenti nella politica agricola dell’UE, che hanno provocato uno spostamento della produzione. La riforma della politica agricola comune ha colpito l’agricoltura e, naturalmente, l’industria dei mangimi. La produzione di mangimi Dairy, per esempio, ha visto un calo in Germania e Francia, ma un aumento in Irlanda e Paesi Bassi. In generale i paesi in grado di competere con i prezzi mondiali si possono aspettare un’ulteriore crescita”.

Al momento è impossibile prevedere i prezzi dei mangimi per il prossimo anno. Questi sono guidati principalmente dai mercati cerealicoli e delle proteine, dalle politiche di governo e dalle dimensioni dei mercati. Quello che è chiaro è che “i prezzi in Africa e in Giappone sono due volte, a volte tre, superiori a quelli di Brasile e Stati Uniti, e che i prezzi in Cina continueranno ad essere il doppio rispetto a quelli dei principali produttori di mangimi”.

Fonte All About Feed