L’impatto del riscaldamento globale sull’allevamento USA

Secondo alcuni ricercatori nella regione nordorientale degli Stati Uniti il cambiamento climatico non comprometterà in maniera significativa l’allevamento, dato che nel futuro le variabili in gioco sono numerose.

La ricerca, recentemente pubblicata in Climatic Change, ha analizzato i possibili impatti di condizioni più calde e umide nel nord-est, sulla produzione e la qualità dei foraggi, la gestione del letame, i patogeni emergenti e le malattie, la produzione di bovini da latte, bovini e pollame.

Sebbene il previsto aumento del numero delle giornate calde provocherà maggior stress termico nelle vacche da latte e sfide economiche per l’industria equina, alcuni settori zootecnici di quest’area statunitense potrebbero invece beneficiare del riscaldamento, ha specificato Alex Hristov del College of Agricultural Scienze, della Pennsylvania.

Per i produttori di pollame temperature più elevate potrebbero determinare costi energetici inferiori per il riscaldamento degli alloggiamenti durante l’inverno. Inoltre i ricercatori suggeriscono che un ambiente più caldo e umido potrebbe aumentare la capacità dei produttori di bovini di coltivare e fornire foraggi per i loro animali.

L’aumento delle temperature consentirà di modificare la durata della stagionatura e di estendere la sua lunghezza, ma le variazioni dell’umidità relativa, che possono incrementare lo stress da caldo estivo, dovrebbero essere minime” ha detto Hristov.

Per le colture foraggere, i ricercatori ritengono che più giorni caldi e maggiori precipitazioni annuali, combinate con una maggiore concentrazione di anidride carbonica atmosferica, potrebbero sia aumentare che diminuire la produttività dei foraggi, a seconda della coltura. Inoltre i broiler saranno sottoposti a temperature più calde d’inverno e d’estate, e quindi gli alloggiamenti futuri richiederanno una maggiore capacità di ventilazione e aerazione. Fornire adeguate condizioni di alloggio e ventilazione per compensare i cambiamenti climatici saranno importanti anche per l’industria delle ovaiole e questi maggiori costi potrebbero incidere sul prezzo delle uova. Infine la gestione dei nutrienti e delle malattie dovrebbe essere più complicata e, nel caso di patogeni emergenti, è difficile prevedere la gravità dei problemi che ne deriveranno.

L’aumento delle temperature e le tempeste più intense, incidono sulle perdite di azoto, fosforo e carbonio, nonché sulle emissioni gassose provenienti dal letame animale. Le perdite di queste sostanze nutritive contribuiscono a problemi ambientali come l’eutrofizzazione delle acque superficiali e della contaminazione delle acque sotterranee. Le incertezze su come gli animali ospiti, gli agenti patogeni e i vettori delle malattie risponderanno al cambiamento climatico sono fattori che al momento non ci permettono di prevedere l’effetto dei cambiamenti climatici sugli allevamenti. I produttori dovranno essere ancora più attenti nel monitorare la salute degli animali“.

Fonte The Poultry Site