L’impatto dei “pet parents” sul benessere degli animali da allevamento

Il settore delle uova degli Stati Uniti sta seguendo, in termini di accasamento, la strada già spianata dall’Unione europea che dal 2012 ha eliminato le gabbie convenzionali per adottare quelle arricchite. Negli USA questa conversione è stata stimolata principalmente dalle decisioni prese di molti dei maggiori marchi del retail e della ristorazione, spinte dagli attivisti per il benessere degli animali.

Ma chi ha studiato il comportamento delle ovaiole nelle scuole di specializzazione, ha una laurea in economia ed esperienza su larga scala nella produzione di broiler, come per esempio Terrence O’Keefe, editore di WattAgNet, si dichiara molto perplesso in merito a questo tipo di atteggiamenti.

O’Keefe ha recentemente partecipato, per la prima volta, al Petfood Forum nel corso del quale molti relatori hanno discusso come vendere cibo per cani e gatti ai cosiddettipet parents”, letteralmente “genitori dei cucioli”. Così vengono definite le persone che mostrano il più alto livello di attaccamento ai loro animali domestici, e non sono più definiti come semplici pet lovers.

Spesso per i pet parents, i loro animali domestici sono sostituti dei bambini e sono considerati parte reale e integrante della famiglia. Nel corso degli interventi O’Keefe ha sentito di frequente parlare di questo alto livello di affezione emozionale nei confronti degli animali domestici, e che questo segmento di mercato sta crescento rapidamente. Secondo O’Keefe si tratta di un pezzo che compone il puzzle degli atteggiamenti a favore del benessere animale in fattoria.

Sappiamo tutti che meno del 2% della popolazione lavora in aziende agricole. Questo significa che la maggior parte dei consumatori non ha alcun contatto diretto con qualcuno che alleva animali. O’Keefe ritiene che gli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dei loro animali domestici influenzi l’idea di come devono essere trattati gli animali da allevamento, ma ritiene anche che il livello di umanizzazione degli animali domestici sia maggiore di quanto umanamente ipotizzabile.

Le persone che acquistano addirittura i vestitini per i loro cani hanno, in tema di benessere animale, atteggiamenti diversi rispetto a chi tiene i cani in cortile. Il successo del marketing del settore pet food gioca proprio sulla connessione emotiva che i consumatori hanno con i loro animali, ma lo stesso fanno anche lo fanno anche gli attivisti di welfare.

Fonte WattAgNet