Le stelle marine nei mangimi di suini e pollame

L’Unione europea ha approvato l’inclusione della farina di pesce prodotta dalle stelle marine nei mangimi destinati ai non ruminanti.
Finora questo ingrediente era vietato in Europa, a livello precauzionale, per prevenire la diffusione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), una famiglia di malattie che comprende l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE o morbo della mucca pazza).

Grazie ad una migliore comprensione di queste malattie e a causa di una crescente domanda di mangime destinato al bestiame, il bando verso questo tipo di ingredienti è stato gradualmente rivalutato.

In questo nuovo scenario la normativa della Commissione europea e del Parlamento europeo, entrata in vigore nel 2001 (Regolamento N. 999/2001 per l’eventuale eradicazione delle TSE), e dopo aver valutato il rischio della trasmissione delle TSE,  è stata modificata per consentire di includere le stelle marine e di altri invertebrati acquatici da allevamento, diversi da molluschi e crostacei, nella farina di pesce utilizzata nei mangimi per suini e pollame.

Per proteggere l’ecosistema marino, uno dei termini della modifica è che le stelle marine selvatiche possano essere raccolte solo per la produzione di farina di pesce e solo dove sono in rapido aumento o minacciano l’acquacoltura o la pesca.

L’Università Tecnica della Danimarca è partner del progetto StarPro, che ha tra i suoi obiettivi valutare le stelle marine come fonte di proteine. Le stelle marine sono in aumento nelle acque costiere danesi e hanno cominciato a consumare quantità significative di cozze. Quindi per controllare questo tipo di “squilibrio” il progetto ha come scopo sviluppare un sistema sostenibile per produrre annualmente fino a 10.000 tonnellate di stelle marine, anche al fine di ridurre la dipendenza del settore dei mangimi nei confronti delle importazioni della farina di soia. Altri partner del progetto sono Aarhus University, Agro Korn e l’associazione dei coltivatori di cozze, Foreningen Muslingerhvervet.

Fonte WattAgNet