Le sfide sanitarie nella produzione di uova fuori gabbia

Malattie e patogeni emergenti sono le sfide quotidiane che devono affrontare i produttori di uova fuori gabbia e che possono richiedere modifiche alle pratiche operative.

Un sondaggio dell’Association of Veterinarians in Egg Production presentato dal dottor Eric Gingerich, specialista servizi tecnici avicoli di Diamond V, in occasione dell’incontro annuale della United States Animal Health Association, ha fornito alcuni spunti interessanti in proposito.

Tra le sfide più importanti che gli allevatori di pollastre ed ovaiole devono affrontare vi sono i casi di coccidiosi e di malattie correlate, l’affollamento, l’E. coli, la laringotracheite infettiva vaccinale (ILT).

I veterinari hanno classificato la coccidiosi come la malattia più difficile da affrontare in un allevamento di pollastre fuori gabbia. Gingerich ha stimato che oltre il 95% delle pollastre viene vaccinato contro la coccidiosi, richiedendo quindi buone pratiche di gestione per garantirne il successo. Per garantire un’adeguata immunità il vaccino deve essere ripetuto due o tre volte, quindi la gestione dell’umidità ambientale e della lettiera è un fattori molto importante. La mancanza di un’adeguata immunità alla coccidiosi consente lo sviluppo di infezioni secondarie, il più delle volte dell’enterite necrotica. Sia la coccidiosi che l’enterite necrotica determinano un aumento della mortalità, una riduzione della crescita e della produzione di uova.

Pur trattandosi di un problema di gestione, più che un problema sanitario, l’affollamento è al secondo posto tra i problemi legati all’allevamento di pollastre: i produttori sono sempre alla ricerca di soluzioni per prevenire questo fenomeno che causa significative perdite.
Il fenomeno sembra essere legato in qualche modo alla razza, dato che questo comportamento è tipico degli avicoli con piumaggio marrone e di alcuni tipi di pollastre bianche. I produttori inoltre stanno imparando che un ambiente uniforme può ridurre questo genere di incidenza, quindi stanno lavorando per mantenere livelli uniformi di intensità della luce, temperatura e profondità della lettiera in tutto l’accasamento.

Altro problema è legato all’aumento delle reazioni ai vaccini respiratori in caso di infezioni da E.coli nelle pollastre in fase di crescita.
Dopo il trasferimento nei luoghi di deposizione, l’E. coli può contribuire in maniera significativa ad alti tassi di mortalità; i problemi respiratori possono essere legati agli alti livelli di ammoniaca o a problemi sanitari tipo micoplasmi o bronchiti infettive. Quando le linee d’acqua sono contaminate da E. coli, questo batterio può essere un patogeno primario. Durante la crescita della pollastra viene usato in maniera preventiva un vaccino, che tuttavia può essere utilizzato con successo come trattamento durante il focolaio di malattia.

Fonte WattAgNet