Le sfide in termini di sicurezza alimentare dei produttori di broiler USA

Ashley Peterson, vice presidente settore scienza e tecnologia presso il National Chicken Council, ha parlato delle sfide attuali e future che il settore avicolo dovrà affrontare in vista delle nuove normative definite dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e dalla Food and Drug Administration (FDA). Il focus è stato fatto in occasione della riunione annuale della Poultry Science Association che si è tenuta a New Orleans nel mese di luglio, e del Poultry Industry’s National Meeting on Poultry Health, Processing and Live Production svolto nel Maryland, a settembre.

Muovendosi all’interno dell’iniziativa dell’USDA “Healthy People 2020”, il Servizio ispettivo per sicurezza alimentare (FSIS) sta avviando una serie di attività per ridurre le infezioni da Salmonella e Campylobacter. Entro il 2020, si vogliono ridurre i casi a un tasso pari a 11,4 ogni 100.000 abitanti per la Salmonella e a 8,5 ogni 100.000 abitanti per il Campylobacter.

Peterson ha spiegato che il FSIS sta spostando la sua attenzione dagli uccelli interi alle parti preconfezionate, soprattutto a causa del cambiamento di preferenze dei consumatori per questa seconda tipologia di prodotti. Enti come i Centers for Disease Control, FSIS e FDA stanno adottando il completo sequenziamento del genoma per rintracciare esattamente da dove provengono i batteri e, eventualmente, individuare le impianti e i punti di lavorazione maggiormente problematici.

Ma in particolare saranno da tenere d’occio alcuni fattori.

Aggiornare la performance standard dei tagli di pollo – Lo standard, entrato in vigore nel mese di luglio, si concentra in particolare sul petto, le ali e le zampe, perché rappresentano circa il 60% del mercato. Oltre a questo vengono considerati i prodotti macinati. I dati FSIS dimostrano che i polli interi sono stati la fonte di meno di 30.000 casi di Salmonella e Campylobacter, 180.000 mila casi sono legati al consumo dei tagli e 13.000 a quello della carne macinata. Secondo Peterson questi enti stanno cambiando il modo di prelievo dei campioni, passando da un un processo lungo 52 giorni, durante i quali viene prelevato un campione al giorno, a un processo in cui si preleva un campione a settimana per 52 settimane al fine di coprire un intero anno. L’idea è ottenere un campione il più vicino possibile a quello che arriva consumatore attraverso il prodotto confezionato. Per le parti di pollo, lo standard è del 15,4% per la Salmonella e del7,7% per il Campylobacter. A partire da novembre, il campionamento comprenderà anche i quarti, i colli, le schiene e le rigaglie. Nel prossimo futuro sarà probabilmente introdotto uno standard anche per queste parti.

Per quanto riguarda la carne di pollo macinata, il FSIS rimane focalizzato sul prodotto separato meccanicamente, che viene utilizzato per produrre hot dog e altri prodotti completamente cotti; oppure viene esportato per l’uso in prodotti completamente cotti, ma non è incorporato in un prodotto pronto da cucinare perché deve soddisfare lo standard delle prestazioni per il pollo macinato. Si pensa anche alla profilazione di uno standard delle prestazioni per il pollo separato meccanicamente.

La condivisione su internet dei dati di performance – La scorsa estate, gli enti regolatori hanno cominciato a condividere on line i risultati di alcuni test effettuati presso impianti di trasformazione. Peterson ha ricordato che l’informazione è a disposizione del pubblico attraverso il Freedom of Information Act, e ora anche le informazioni categorizzate per i polli interi sono disponibili online. I dati di performance per i tagli e gli altri prodotti cominceranno ad essere pubblicati il prossimo anno, mentre sono già disponibili i dati di categorizzazione relativi agli impianti di trasformazione. Il FSIS sta anche pubblicato in maniera costante informazioni più dettagliate sulla prevalenza di Salmonella e Campylobacter nel pollame, nella carne di maiale e in quella di manzo.

Questa campagna è stata progettata per rispondere al crescente desiderio dei consumatori di avere dati relativi alla sicurezza alimentare più trasparenti. Peterson ha detto che questa strategia è stata avviata nel 2009 e riflette il diritto del pubblico di conoscere quello che sta succedendo all’interno di un impianto di trasformazione e di aiutare i consumatori a prendere decisioni più informate.
La politica di pubblicazione dei dati tuttavia potrebbe spingere i consumatori a interpretare male alcuni dati perché potrebbero non capiscono la natura dei risultati.

Un nuovo sistema ispettivo per il pollame – Peterson ha detto che il nuovo sistema di controllo del pollame è facoltativo, ma darà agli impianti la possibilità di supervisionare maggiormente questioni relative alla qualità dei prodotti. Consente alle aziende avicole di utilizzare le proprie risorse per concentrarsi sul controllo di qualità e fornisce al governo maggiori risorse sui problemi di sicurezza alimentare. Il programma mira a prevenire ogni anno 5.000 casi di Salmonella e Campylobacter. Che gli impianti di lavorazione del pollame decidano di optare o meno per il nuovo sistema di controllo, dovranno fare due cose per dimostrare che stanno effettuato il controllo e la prevenzioni della contaminazione durante la macellazione: affrontare la contaminazione fecale o altre contaminazioni durante il processo di macellazione ed eseguire test sia prima che dopo il raffreddamento.

Se un impianto opta per la nuova configurazione, dovrà avere gli ispettori in due punti della linea di lavorazione: uno per verificare le carcase alla fine della linea, con il compito di controllare ogni singolo uccello, e uno che avrà la responsabilità di monitorare l’intera linea e garantire che le norme siano rispettate. Velocità della linea non potrà superare i 140 uccelli al minuto. Il FSIS prevede che in tutto 189 stabilimenti opteranno per il nuovo programma dato che, ad agosto, avevano già aderito 61 mpianti (46 per la trasformazione di pollo e 14 per il tacchino). Attualmente solo 47 dei 61 si sono convertiti completamente al nuovo sistema.

Secondo Peterson questo approccio presenta pro e contro. Permette a un trasformatore di impostare i propri standard operativi. di assumere i propri ispettori, e può aiutare gli impianti che lavorano uccelli più grandi di risparmiare tempo durante le ispezioni. Ma il nuovo sistema richiede l’assunzione di nuovo personale, che può avere un impatto finanziario sull’azienda.

Materiali estranei – La presenza di materiali estranei è una grande sfida per l’industria avicola, in particolare a causa delle piccole dimensioni dei pezzi in lavorazione. Peterson ha detto il FSIS sta conducendo una revisione delle procedure relative al materiale estraneo e a come le aziende di trasformazione rispondono ai reclami dei consumatori. L’agenzia definirà requisiti molto stringenti per il monitoraggio dei prodotti e richiederà una struttura unificata per la gestione delle segnalazioni di materiali estranei. L’agenzia non è eccessivamente preoccupata per le singole segnalazioni, ma piuttosto vuole evitare istanze provenienti da un largo bacino di utenza. Il trasporto dagli impianti di trasformazione alle comunità, come scuole, ospedali, basi militari, dovrà gestire le segnalazioni sui materiali estranei ancora più velocemente

Il National Chicken Council sta lavorando con altri gruppi commerciali per definire alcune linee guida generali di settore in particolare su come dovrebbero essere gestiti i problemi legati alla presenza di materiali estranei. Le linee guida saranno probabilmente caratterizzate da raccomandazioni relative alla documentazione, i programmi scritti per i reclami, le analisi dei reclami dei consumatori e le modalità di risposta, al fine di ridurre il numero di prodotti richiamati su larga scala.

Fonte WattAgNet