Le ripercussioni della Brexit sul settore dei tacchini

La possibilità che la Brexit stimoli nel Regno Unito una serie di importazioni a basso costo, aumenti dei controlli alle frontiere europee, e stimoli la mancanza di manodopera stagionale ha spinto Kelly Turkeys a spostare alcune delle sue attività nell’Europa continentale. In particolare lo spostamento riguarda parte del suo patrimonio riproduttivo e gli impianti per la produzione di uova da cova. Da Ayrshire, in Scozia, si trasferiranno infatti nei Paesi Bassi o in Germania.

Paul Kelly, il titolare dell’azienda, ha dichiarato a Poultry World che l’obiettivo della società è spostare circa il 5% dei suoi riproduttori che ammontano complessivamente a 42.000 capi. Il restante 95%, che comprende i grand parent e e linee pure, rimarrà nel Regno Unito.

Kelly ha confermato che la società era alla ricerca di due fattorie di 1.000 metri quadrati nei Paesi Bassi o in Germania. La Freiland Puten, società con la quale ha stretto un accordo di partnership, ha aziende in Germania e Austria, commercia al dettaglio con la Svizzera e ha un settore bio da 29 milioni di euro che, lo scorso anno, ha registrato una crescita a due cifre.

Tuttavia Kelly si dice profondamente preoccupato: “È davvero difficile vedere i possibili benefici per l’industria promessi in caso di Brexit se non una piccola riduzione della burocrazia. Al momento gli aspetti negativi sono enormi. Se non sperimentiamo un regime tariffario per le importazioni provenienti da USA e Brasile per noi non ci saranno possibilità di vendere nel nostro paese, a meno che i consumatori non siano disposti a pagare un’enorme differenza di prezzo per acquistare British. E, a parte una piccola parte della popolazione, non ci sono prove che qualcuno sia effettivamente disposto a farlo”, ha detto Kelly sottolineando il fatto che continua a crescere la quantità di carne polacca e ucraina che entra nel paese.

Kelly si dichiara inoltre preoccupato di dover operare al di fuori degli accordi unionali, e per la difficoltà di reperire lavoro stagionale proveniente spesso dall’Europa dell’Est. Senza il contributo di questi lavoratori è possibile che tutta l’industria si fermerà. Kelly Turkeys, che vende i suoi caratteristici tacchini con il marchio KellyBronze, fornisce circa il 27% del mercato del tacchino fresco di Natale. La produzione totale ammonta a 2,2 milioni di capi all’anno di cui il 95% tra maggio e settembre. Questa tipicità stagionale indica che a dicembre il 90% dei suoi lavoratori sono cittadini dell’UE, mentre in estate, quando l’azienda produce uova da cova e pollastre, lo sono sei su dieci.

Fonte World Poultry