Le restrizioni commerciali creano carenza di pollame in Tanzania

La Tanzania sta affrontando con difficoltà una profonda carenza di pollame sul mercato locale e il successivo aumento dei prezzi del pollo: la causa principale sono i divieti commerciali che il suo governo ha stabilito con l’obiettivo di proteggere la produzione avicola interna.

Il segretario generale dell’Associazione allevatori di pollame della Tanzania, Manase Mrindwa, ha dichiarato ad un media locale che inoltre alcune aziende hanno interrotto la produzione di pulcini di un giorno, aumentando la carenza di broiler e ovaiole. Secondo quanto riportato da AllAfrica, gli allevatori affermano di non aver prodotto abbastanza pollo a causa degli elevati tassi applicate sull’importazione di parent destinati alla produzione di uova fecondate.

Il limite alle importazioni stabilite dal governo della Tanzania riguardano i prodotti provenienti da Kenya, Uganda, Ruanda, Burundi, Congo, Zambia, Malawi e Mozambico. Lo stesso divieto è stato innalzato nel 2014 anche nei confronti degli Stati Uniti sostenendo che l’importazione di pollame a poco costo crea una concorrenza sleale nei confronti dei produttori di pollame locali.

Negli ultimi anni in Tanzania sono stati fatti notevoli sforzi per rafforzare l’industria avicola. Nel 2016 Organia, il principale organizzatore avicolo e agricolo del paese, ha collaborato con Pas Reform per rimettere in sesto il suo centro di produzione regionale di pulcini di un giorno. All’inizio dello stesso anno, Hybrid Poultry Farm, distributore in franchising di Cobb in Zambia, ha aperto un nuovo incobatoio all’interno del suo allevamento di Kabwe.

Fonte WattAgNet