Le regole per il settore agroalimentare del Ceta

L’accordo di libero scambio UE- CANADA è stato negoziato, con delega della Commissione europea, per sette anni, e intende facilitare il commercio tra le due parti in numerosi settori: cooperazione normativa, possibilità di accedere ad appalti pubblici, abolizione dei dazi doganali, promozione degli investimenti, ecc.

Nel luglio 2016 si erano conclusi i negoziati con l’accordo di entrambe le parti su un testo finale, formalmente inviato dalla Commissione europea al Consiglio e Parlamento europeo. Dopo l’approvazione del Consiglio, lo scorso 15 febbraio anche il Parlamento europeo ha votato a favore del CETA e in attesa che l’accordo sia votato da tutti gli Stati Membri, e dal Canada, il CETA potrà entrare in vigore in forma provvisoria.

Per quanto concerne più specificatamente il comparto agroalimentare, in generale, l’accordo porterà ad una eliminazione dei dazi in Canada e UE per più del 90% di tutte le linee tariffarie agricole. I comparti europei più “sensibili” ad una apertura del mercato europeo al Canada sono rappresentati dal settore cerealicolo, dalle carni bovine e suine. Il comparto avicolo (polli e uova) è invece escluso da ogni forma di liberalizzazione tariffaria. Per l’agroalimentare, verranno istituiti comitati ad hoc per produzioni specifiche.

In generale, nel capitolo relativo alla cooperazione regolamentare, viene specificato che a nessuna delle parti è in alcun modo impedito adottare misure regolamentari diverse o perseguire valori o approcci normativi differenti in virtù di un particolare interesse, specificando che ulteriori forme di cooperazione regolamentare siano applicate su base volontaria con esclusione di aree relative alla sicurezza alimentare.

Fonte Fedagri