Le problematiche dell’Asia influiscono sulla produzione mondiale di mangimi

La Cina è il secondo più grande produttore di mangimi per animali al mondo, e il più grande importatore mondiale di ingredienti per mangimi, come la soia. La Cina è anche il più grande importatore di suini. Nel suo ruolo chiave, il paese ha contribuito a far crescere il settore zootecnico e quello dei mangimi in molte altre parti del mondo, in particolare negli Stati Uniti, nell’Unione europea e in Brasile.

L’enorme svalutazione del yuan cinese rispetto al dollaro, crea problemi alle importazioni, il che significa che i paesi esportatori devono trovare altri mercati o rallentare la loro produzione. Inoltre, la nuova politica cinese, basata sul mercato dei cereali, in contrapposizione alla precedente politica di autosufficienza, sta influenzando i prezzi.

L’epidemia di influenza aviaria H7N9 in Cina, che colpisce gli esseri umani, ha determinato un calo del 5% della produzione di broiler. La contrazione del mercato avicolo ha comportato un aumento della produzione di maiale che tuttavia è stata solo dell’1%. Secondo il China National Grains and Oils Information Center, il 2016 ha fatto registrare una flessione dello 0,5% della produzione di mangimi composti, rispetto all’anno precedente.

Nel mondo quella avicola è l’industria trainante della produzione di mangimi, ma in Asia lo è quella suina. L’influenza aviaria che ha colpito Europa e Asia alla fine del 2016, ha dato un impulso alla produzione di suini asiatici. Tuttavia, i settori commerciali avicoli e suinicoli sono stati rapidi a recuperare, il che ha creato una situazione di eccesso di offerta in Cina, Thailandia e Indonesia. Negli ultimi anni, in Asia l’industria lattiero-casearia è cresciuta molto rapidamente, in particolare in India dove sono notevolmente aumentati gli investimenti interni.

Nel 2016 l’Indonesia ha visto aumentare il consumo di mangimi destinati all’acquacoltura che sono giunti a 1,67 milioni di tonnellate (+15% rispetto al 2015). Nel paese questo tipo di mangimi rappresenta l’11% della produzione totale.

Lo scorso anno in Giappone, la produzione di carni bovine è scesa del 5% rispetto all’anno precedente, mentre l’industria dei suini è cresciuta del 2%, così come quella di broiler. Questi sviluppi hanno permesso all’industria dei mangimi una crescita superiore al 2%.

Fonte WattAgNet