Le preoccupazioni sull’antibiotico resistenza

Riportiamo di seguito un articolo apparso sulla rivista The Lancet a firma di tre scienziati dell’Ente NICE, sullo stato attuale della ricerca sull’antibiotico resistenza.

La resistenza antimicrobica (AMR) sta destando preoccupazione a livello globale, e anche le Nazioni Unite hanno raccolto tutti gli sforzi a livello mondiale per combatterla.
E’ ormai consolidato che per riuscire in questo sforzo è necessario un’azione congiunta che comprenda la riduzione dell’uso di antibiotici in agricoltura, una migliore gestione degli antibiotici nella medicina umana, e lo sviluppo di nuovi antibiotici.
Margaret Chan, direttore generale dell’OMS ha già ricordato che con pochi prodotti di sostituzione in cantiere, il mondo si sta dirigendo verso un’era post-antibiotica, in cui anche le infezioni comuni potranno essere letali.

Da più parti vi è l’incoraggiamento di studiare e immettere sul mercato nuovi antibiotici, ma al momento non si è certi che la ricerca stia andando in questa direzione. L’Istituto Nazionale per la Salute e la Cura d’eccellenza (NICE) è un ente che fornisce consulenza al National Health Service (NHS) inglese sui nuovi trattamenti. L’Istituto Nazionale per la Ricerca Sanitaria e Centro di intelligence (NIHR HSRIC) impegna la tecnica della scansione orizzontale sia per conto di NHS che per NICE. Quest’ultimo e HSRIC hanno esaminato il futuro della ricerca antibiotica per determinare quali agenti potrebbero potenzialmente essere autorizzati all’immissione sul mercato nei prossimi 5 anni.

La ricerca effettuata ha permesso di identificare 28 nuove indicazioni di antibiotici in fase di sviluppo e, potenzialmente, in arrivo sul mercato entro i prossimi 5 anni, con un numero significativo di sostanze dedicate ad aree ad alto rischio come la resistenza alla meticilina dello staphylococcus aureus o la resistenza alla vancomicina degli enterococchi, enterobatteri produttori di carbapenemasi, Clostridium difficile e le infezioni Gram-negative.
A prima vista, la quantità di nuove indicazioni antibiotiche appare rassicurante; tuttavia, la maggior parte non sono classi nuove, ma piuttosto agenti di nuova generazione derivati da classi esistenti o da nuove combinazioni di agenti esistenti.

Inoltre, 11 agenti con nuovi meccanismi d’azione non sono completamente attivi contro un alto rischio sistemico del tratto urinario o contro infezioni respiratorie; quattro di questi 11 sono indicati per le infezioni della pelle, e uno di questi è un agente topico per infezioni ulcerose moderate del piede dei diabetici.

Sebbene sia importante individuare nuovi antimicrobici per combattere la resistenza è necessario definire le principali lacune degli antibiotici attualmente utilizzati, e indicare le priorità degli investimenti finalizzati alla ricerca e allo sviluppo.

Questo approccio richiede una cooperazione attiva tra gli istituti di ricerca, le economie di assistenza sanitaria, l’industria farmaceutica, e i governi, sia a livello nazionale che internazionale, come già indicato nelle raccomandazioni della revisione O’Neill sulla resistenza antimicrobica e dalla riunione ad alto livello delle Nazioni Unite.

Fonte The Lancet